Digital Foundry procede con l’analisi dei titoli più interessanti o sotto i riflettori: questa volta si tratta del chiacchierato Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin, di cui mettono in evidenza tutte le pecche ma sperando nel futuro.

Analizzando la prima demo giocabile del gioco, DF non ha potuto fare a meno di notare come “sembra un gioco della fine degli anni 2000, qualcosa che girava su Unreal Engine 3“. Un giudizio lapidario che pesa come un macigno, ma in sostanza ricorda anche che titoli come Nioh sono migliorati tantissimo nel corso dello sviluppo e, forse, è semplicemente la demo ad essere troppo acerba per essere presentata.

Al di là dell’engine e del design in generale, palesemente arretrato così come le meccaniche che, di certo, non sono modernissime, tecnicamente parlando il gioco si presenta in 1080p sia in Performance che in Resolution mode, con un hud 4K nella modalità dedicata alla risoluzione.

A detta di DF, le tecniche di Screen Space Reflection sono implementate molto male, con un frame rate peraltro ballerino. Non ci sono però solo parole di biasimo: sotto la scorza di una presentazione attualmente carente brilla comunque un discreto potenziale da portare alla luce, sia nel gameplay che in alcune implementazioni (ad esempio i caricamenti).
Staremo a vedere il risultato finale, quando il gioco uscirà (almeno in teoria) nel 2022.

Fonte: Digital Foundry

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