L’ultimo aggiornamento di Sky: Children of Light, titolo sviluppato da thatgamecompany, ha generato polemiche per l’introduzione di un particolare cappello. Ora i fan cinesi e coreani si sono schierati per rivendicare un significato culturale relativo all’oggetto cosmetico.

Sebbene nel gioco gli oggetti non abbiano una descrizione, la community di Sky ha in gran parte dato per scontato che il cappello in questione avesse lo scopo di assomigliare a un “gat”, il tradizionale copricapo coreano che è stato reso popolare durante il periodo Joseon del paese. In effetti, prima di essere rimossa, la pagina wiki del gioco confermava che il copricapo era di tradizione coreana.

Questa descrizione però non è piaciuta a diversi utenti cinesi che hanno rivendicato il cappello come parte della propria cultura, tacciando di “furto” la Corea. Non solo, ma sembra che Netease, la società che pubblica Sky in Cina, ha persino incoraggiato i giocatori a correggere coloro che si riferivano al cappello in-game come di origine coreana sul sito di social media cinese Weibo. A tal proposito arriva la risposta del director, Jenova Chen: attraverso Twitter ha dichiarato che il copricapo era ispirato a cappelli simili indossati dai cinesi durante le dinastie Song e Ming.

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Mi scuso sinceramente per la recente controversia sul cappello in Sky”, ha scritto Chen. “Non era mia intenzione creare confusione inutile o causare divisioni tra la nostra comunità, dove sosteniamo sempre positività e inclusione. Veniamo da posti diversi, ma in Sky siamo tutti una sola famiglia. Il mondo che miriamo a creare si basa sul filo conduttore dell’umanità, libero dalle etichette variabili. Spero sinceramente che Sky continui a portare compassione e pace nella nostra comunità“.

Sfortunatamente, questi messaggi di unità non hanno completamente eliminato il dibattito. Per alcuni che sostengono che il cappello provenga dalla cultura coreana, la spiegazione di Chen è faziosa e nella guerra culturale, il director si sarebbe schierato con la Cina.

Fonte: Kotaku

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