Il libro da cui è stata tratta la sceneggiatura di Shark – Il primo squalo spiega alcuni dettagli inerenti ai megalodonti che non sono presenti nel film.

Durante le scene di Shark – Il primo squalo non viene mai spiegato come e perché ci siano megalodonti, ovvero una specie solitamente appartenente ad acque poco profonde, in un ambiente a loro estraneo e inospitale; il libro invece approfondisce alcuni aspetti della loro evoluzione in una specie abissale.

Shark - Il primo squalo: un momento del film

Shark – Il primo squalo: un momento del film

Secondo il romanzo infatti i megalodonti sono migrati verso le acque più profonde per sfuggire alle ere glaciali, nel corso dei millenni il loro metabolismo è divenuto più lento e hanno perso la pigmentazione della pelle nel processo. Nel libro, il megalodonte attaccava solo di notte poiché vivere in acque profonde rendeva i suoi occhi sensibili alla luce.

Shark - Il primo squalo: un'immagine del film

Shark – Il primo squalo: un’immagine del film

Nel libro l’esemplare della specie ormai estinta di squalo viene accecato e solo allora inizia ad attaccare anche alla luce del giorno cosa che nel film, tuttavia, riesce a fare senza conseguenze. Sempre nel libro i megalodonti sono di un bianco candido, quasi luminescenti, essendo costretti a vivere in un ambiente praticamente privo di luce.

Questa colorazione si è rivelata troppo difficile da realizzare attraverso la computer grafica, per quanto sembrasse più realistica, quindi ai megalodonti è stata data la stessa colorazione dei grandi squali bianchi: dorso grigio con pance pallide; anche se questa particolare colorazione avrebbe senso solo in un ambiente almeno parzialmente illuminato.

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