Mostrato per la prima volta ai The Game Awards 2018, Scavengers di Midwinter Entertainment è tornato a mostrarsi – come da tradizione – durante la cerimonia dei The Game Awards 2020, insieme ad altre star del settore. Prima di tutto questo però, siamo stati invitati a una presentazione a porte virtualmente chiuse, nella quale abbiamo potuto testare il PvEvP dello studio insieme a tanti altri content creators in quello che è definibile come un massacro sulla neve nel tentativo di essere estratti da un mondo ostile.

Venduta cara la pelle, più o meno, siamo qui per raccontarvi il cuore pulsante dietro la più che promettente idea lanciata da questo studio come suo primo progetto pubblico, il cui team ha però contribuito a portare sul mercato giochi del calibro di Halo 5, Halo 4 Halo Reach, Battlefield 1, Star Wars Battlefront I/II, Gears of War 4 e God of War 2. Un curriculum di tutto rispetto, specialmente quando si tratta di riuscire a portare una ventata fresca nell’esperienza multiplayer unendo il meglio del meglio in termini di giocabilità.

La Luna è sparita dal cielo

La genesi di Scavengers è piuttosto cupa, prendendo una brutta piega quando a un certo punto nella storia dell’umanità la Luna è semplicemente esplosa in mille pezzi per via di un asteroide venuto dallo spazio profondo. Non essendo un manga di Akira Toriyama, la scomparsa della Luna ha portato a una serie di cataclismi metereologici che hanno sostanzialmente causato un inverno perenne sulla Terra, rendendola pressoché inabitabile. Costretti a fuggire nello spazio con dei mezzi di fortuna, gli umani hanno vissuto guidati da un’intelligenza artificiale chiamata Madre e hanno tentato di trovare una cura per il letale virus che i detriti dell’asteroide hanno portato sul nostro pianeta. Naturalmente non potevano mancare delle mutazioni aliene sconosciute, che nel gioco vengono chiamate Scourge e infestano ogni angolo del mondo in rovina.

Era tutto perduto fin quando Madre non ha svelato che l’unica via possibile per trovare una speranza di curare la malattia era quella di tornare sulla superfice terrestre e ottenere più dati possibile dagli stessi nemici che sono nati dal virus. E così ha inizio l’unica modalità di gioco per ora disponibile, dove 60 giocatori circa si unisce in squadre da tre e compete per estrarre più dati possibili in un tempo limite di mezzora circa. L’obiettivo è quindi quello di competere per il bene della scienza, trovando più risorse possibili e sopravvivere quanto basta per rientrare alla casa spaziale.

Fin da subito quindi, Scavengers è un gioco dove l’obiettivo da perseguire non ha una strategia univoca sia nell’approccio che nella condotta. Siete dei giocatori che odiano il PvP e preferiscono il PvE? Potrete concentrare tutti i vostri sforzi a liberare i punti d’interesse sparsi per la mappa combattendo con i tantissimi mob che li infestano, i quali possono essere dei mutanti o degli umani vestiti nella versione invernale di Mad Max. Al contrario, siete dei cacciatori di utenti sperduti nei boschi? Uccidendo le squadre nemiche potrete ottenere tutto il loro bottino e salire in cima alla classifica con la forza bruta, sempre che siate pronti a correre il rischio di finire a terra voi stessi. Naturalmente ci sono anche degli elementi di cui tenere conto per forza, come la fame e la temperatura corporea: fulcro centrale dell’elemento survival di Scavengers, ma mai troppo penalizzante con un minimo di accortezza.

Il mix di Midwinter Entertainment è quindi adatto a tutti i palati ed è esattamente quello che serve allo scenario dei giochi online oggi, troppo rinchiusi nelle loro formule rodate e poco coraggiosi nel provare nuove idee anche senza allontanarsi dai grandi successi. Scavengers si pone come un parco giochi dove ogni partita è potenzialmente diversa, dove adattarsi è la chiave per vincere e dove anche collaborare con gli altri giocatori può essere fruttuoso. Non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere il gioco e non serve neanche nessuno a dirti quale siano i 5 migliori modi per vincere ogni partita.

Spedizione sulla neve

Giusto per avere un’idea di quello che offre davvero Scavenger con mano, abbiamo giocato ben tre partite insieme ai nostri colleghi di altre testate nazionali e internazionali. Grazie a un capitano appartenente al team di sviluppo, ci siamo raccapezzati un po’ sui menù di gioco iniziali, i quali permettono all’utente di personalizzare i diversi eroi – qui chiamati Esploratori – che si avranno a disposizione nel corso delle partite. Ce ne sono diversi e ognuno, di base, ha una singola abilità caratteristica e un’arma unica da costruire sul campo grazie al comodo sistema di crafting alimentato dai rottami che si troveranno sparsi nel mondo di gioco. Il loadout del proprio equipaggiamento può essere personalizzato prima dei match e cambiato a seconda del proprio stile di gioco,…

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