Quentin Tarantino avrebbe voluto dirigere una storia di fantasmi ma il film non è mai stato realizzato: scopriamo il motivo di tale scelta.

L’idea originale di Quentin Tarantino per Grindhouse riguardava una storia di fantasmi ed in particolare uno schiavo nero, Jody the Grinder. Ecco il motivo per cui il film del regista non è mai stato realizzato.

In attesa di scoprire di cosa tratterà quello che dovrebbe rappresentare l’ultimo film di Quentin Tarantino, possiamo approfondire le ragioni per le quali un suo progetto in particolare non ha mai visto la luce. Per farlo, bisogna richiamare alla mente Grindhouse – A prova di morte, film amato da tanti ma snobbato da ancora più persone. Grindhouse ha offerto due film al prezzo di uno: Planet Terror di Rodriguez seguito, appunto, da Death Proof (A prova di morte) di Tarantino. Ricordiamo che l’uscita al cinema avvenne nel 2007 con una promozione piuttosto ridotta e con il pubblico apparentemente incapace di cogliere il suo stile, omaggio ai film d’exploitation degli anni Settanta.

Quentin Tarantino e Kurt Russell sul set del film Death Proof, episodio del double feature Grind House

Quentin Tarantino e Kurt Russell sul set del film Death Proof, episodio del double feature Grind House

Se il regista statunitense avesse seguito il proprio istinto, probabilmente il suo contributo originale a Grindhouse sarebbe stato molto più controverso: avrebbe infatti raccontato una storia di fantasmi incentrata sullo sfruttamento di uno schiavo nero. AMC ha raccontato che l’idea iniziale di Tarantino per Grindhouse era un film di fantasmi blaxploitation. In passato, Tarantino ha dichiarato: “La prima idea riguardava un gruppo di giovani studenti del college che stavano facendo un giro tra le piantagioni del vecchio Sud e si imbattono nel fantasma di un vecchio schiavo nero, piuttosto noto nella cultura popolare. La scena di apertura si sarebbe svolta in classe, con il professore che raccontava la storia di Jody the Grinder attraverso un lungo monologo. Probabilmente avrei avuto Sam Jackson in quella parte“. A pensarci bene, una storia di fantasmi con Samuel L. Jackson prestato ad un monologo di apertura riguardante una storia così inquietante, avrebbe avuto il suo fascino.

In un’intervista del 2012 con TVV, Tarantino ha approfondito la sua idea di Jody the Grinder, lasciando però emergere stereotipi dannosi per un’eventuale vendita del film. L’idea prevedeva che il personaggio di Jody the Grinder venisse maledetto dal diavolo, e quindi costretto ad aggredire sessualmente donne bianche. Questo avrebbe però richiamato una una storia dolorosa e razzista per i quali i neri sono stati storicamente mercificati, visti come mostri e spesso descritti come predatori di donne bianche “innocenti”. Un film del genere avrebbe anche suscitato una legittima indignazione tra il pubblico, rendendo di fatto Grindhouse invendibile. Considerato il concetto generale del film e l’evidente razzismo, risulta evidente il motivo per cui ha deciso di cambiare corsia e concentrarsi invece su Death Proof.

Faccia a fiaccia tra un feroce Leonardo DiCaprio e Jamie Foxx in Django Unchained

Faccia a fiaccia tra un feroce Leonardo DiCaprio e Jamie Foxx in Django Unchained

Molto probabilmente, Quentin Tarantino aveva ancora in mente l’idea di Jody the Grinder mentre scriveva Django Unchained, visto che il film adottò un approccio folcloristico simile, dando però vita ad un eroe nero ma anche un antagonista nero (il protagonista, Django, interpretato da Jamie Foxx, e Stephen, interpretato invece da Samuel L. Jackson). Mentre Grindhouse ha fallito al botteghino, la sua leggenda sopravvive: il doppio lungometraggio ha ispirato ulteriori opere, tra cui il film Machete di Robert Rodriguez e Black Dynamite.

Leggi di più su: movieplayer.it

Rispondi