Con una mossa non sorprendente, il governo indiano ha bannato ufficialmente PUBG Mobile, versione per iOS e Android del popolare battle royale PlayerUnknown’s Battlegrounds. Non si tratta dell’unica app eliminata dal governo (sono più di 100 solo nell’ultima ondata): la motivazione data è che vi erano “preoccupazioni legate alla cybersicurezza”. Il tutto si inserisce in realtà in un crescente scontro tra India e Cina.

La tensione tra le due nazioni ha raggiunto il limite lo scorso giugno, quando 20 soldati indiani sono stati uccisi sull’Himalaya. A quel punto, il governo indiano ha iniziato a boicottare prodotti cinesi, o addirittura a distruggerli pubblicamente. L’India ha bannato anche Tik Tok, la famosa app dedicata alla creazione e condivisione di video.

PUBG

I più attenti, però, potrebbero ricordare che PUBG Mobile, al pari della sua versione desktop, non è un gioco propriamente di produzione cinese. Dietro lo sviluppatore, però, si trova Tencent Games, grande editore e sviluppatore cinese che ha gestito la versione mobile negli ultimi anni.

Non si tratta di una mossa da poco in quanto PUBG Mobile è un gioco enormemente famoso e scaricato in India, con più di 40 milioni di utenti attivi. Il ban ha un impatto enorme a livello economico per gli sviluppatori. Per ora non è detto che sia un ban definitivo, ma la possibilità esiste.

In passato si era in realtà già discusso di un possibile ban del gioco. Nello stato indiano Gujarat PUBG Mobile era stato proibito e dieci persone erano state arrestate perché vi avevano giocato in pubblico. All’epoca, però, le motivazioni dietro il ban erano legate non alla cybersicurezza ma all’impatto negativo che il gioco aveva sui più giovani secondo il governo.

Una possibile conseguenza di questo ban è che un altro gioco prenda il posto vacante di PUBG Mobile: sarà interessante vedere in che modo si evolverà la situazione.

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