Quando PlayStation arrivò in Italia nel 1995, uno dei titoli di lancio dell’allora next-gen fu Battle Arena Toshinden che ottenne il primo (e controverso) voto fuori scala mai visto su una rivista italiana specializzata, ovvero il 105/100

Onestamente, il titolo di Tamsoft sarebbe stato superato nel giro di qualche mese sia per grafica che gameplay e, onestamente, con gli occhi di oggi non era un granché ma all’epoca una giudizio fuori scala era più che condivisibile: la grafica era qualcosa di mai visto su una console casalinga ed era un chiaro esempio di quanto fosse dirompente l’arrivo della console Sony.

Battle Arena Toshinden

Una next-gen che non stupisce (per ora)

25 anni dopo, alle soglie dell’arrivo di PS5 e Xbox Series X, è per noi difficile rispondere alla domanda su quale titolo mostrato fino ad ora potrebbe vedersi assegnato un 105. Anche perché di quelle che all’epoca venivano chiamate killer application (giochi che giustificavano l’acquisto della console), ancora non ne abbiamo realmente viste e alcuni dei pochi titoli di lancio sono stati anche rinviati. Né tanto meno si sono viste particolari performance sotto il profilo grafico.

A parziale discolpa dobbiamo ammettere che con l’avanzare della tecnologia, lo scarto generazionale sotto l’aspetto grafico è diventato sempre più ridotto. Il già citato caso di PlayStation fu un esempio più unico che raro e il passaggio dal 2D alla grafica tridimensionale ebbe una portata epocale che difficilmente vedremo ripetersi. Messo in chiaro questo, stupire e convincere i giocatori a passare alla prossima generazione dovrebbe essere storicamente un compito dei titoli first party ma siamo ben lontani dall’avere avuto un reale anticipo della nuova generazione.

A questo si aggiungono poi i rinvii più o meno importanti annunciati nelle ultime settimane. Il più clamoroso riguarda il rinvio di Halo Infinite per Xbox Series X che è slittato dal periodo di lancio della console next-gen al 2021. In casa Sony, l’esclusiva a tempo Deathloop di Arkane/Bethesda, che era prevista per la fine dell’anno, è slittata alla primavera prossima. Tutto questo non fa che ridurre ancora di più una già esigua line-up di lancio che incentiva davvero poco all’acquisto di una console al day-one.

Ratchet e Clank Rift Apart

Prezzo e data di uscita: non pervenuti

Possiamo arrivare a capire che il prezzo, più che in altre generazioni, è un aspetto cruciale nelle schermaglie (al momento di marketing) tra Sony e Microsoft. Ci sembra però ingiustificabile il fatto che a distanza di quasi tre mesi dall’uscita, le due aziende stiano deliberatamente scegliendo di tenere per sé un’informazione così importante.

Anche perché sembra davvero difficile pensare che a tre mesi dall’uscita, il prezzo di PS5 e Xbox Series X non sia ancora stato fissato. Parallelamente, questo sta portando a una serie di voci incontrollate, soprattutto nelle ultime settimane, che di certo non aiutano a fare chiarezza.

Dall’altra parte, intanto, ci sono i consumatori che avranno pure il diritto di farsi un paio di calcoli su quanto costerà acquistare una (o magari più di una) console di prossima generazione. Né è tanto meno da sottovalutare il periodo di incertezza economica che ha portato (o potrebbe portare) molti utenti a rivedere le proprie priorità e magari anche rimodulare il budget che si vuole dedicare ai videogiochi.

Ugualmente perplessi ci lascia il fatto che non si voglia ancora annunciare una data di uscita. Certo, questa informazione ha meno implicazioni sugli utenti, ma non è ancora chiaro perché ci sia ancora tutta questa reticenza. Anche i rivenditori, nel frattempo, devono avere il tempo di gestire i preordini e la logistica, e, secondo analisti come Mat Piscatella, non è da escludere che Sony e Microsoft possano decidere di vendere sui propri negozi online le console.

PS5 console

Non è più la grafica a fare la next-gen

Probabilmente sono anche le aspettative dei giocatori che vanno in qualche modo riviste, anche perché per vedere esprimere il pieno potenziale di un hardware ci vuole del tempo, molto tempo. E questo periodo è sempre stato più lungo per ogni console. Tra i titoli di lancio di PlayStation 4 e The Last of Us Parte 2 c’è un abisso tale che è quasi difficile pensare che possano girare su hardware della stessa generazione.

Un’altra questione aperta è come giudicare un gioco next-gen. Ammettiamo che da giocatori siamo sempre stati abituati a usare un unico parametro: quello della grafica. Proprio per quei miglioramenti marginali di cui parlavamo prima, non è più questo il criterio principale con cui valutare la next-gen. Sony ha deciso di puntare meno sulla potenza della GPU e più sull’SSD dando alla PS5 un apparente svantaggio competitivo rispetto a Xbox Series X sulle specifiche tecniche. Ma davvero…

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