Come sapete oggi ci è arrivata in redazione PS5, la nuova console next-gen di Sony. Nei prossimi giorni avremo modo di analizzarla più nel dettaglio, approfondendo temperature, rumorosità, sistema operativo e tantissimo altro ma oggi, oltre all’unboxing che sicuramente avrete già visto (disponibile sul nostro canale YouTube), abbiamo la possibilità di condividere qualche informazione inedita in merito al nuovo controller, il DualSense.

Questo controller punta tantissimo sull’innovazione, proponendosi come un vero e proprio game changer per quanto riguarda l’immersione nei giochi di nuova generazione. Microfono incorporato, feedback aptico e grilletti adattivi, sono solo alcune delle caratteristiche di questo nuovo gamepad che, distaccandosi da un passato maggiormente tradizionalista, cambia nome andando a contestualizzare il suo utilizzo in qualcosa che è realmente possibile percepire durante un’azione di gioco, come nuotare, correre tra la sabbia o prendere un cordolo durante una gara automobilistica.

Facendo riferimento a queste sue peculiari possibilità, abbiamo voluto testare il Dualsense con AstroBot, il simpatico platform, preinstallato gratuitamente in ogni PS5,  che funge da parco giochi interattivo per toccare con mano le nuove potenzialità di PS5 e del suo innovativo controller. Vi diciamo sin da subito che non è affatto facile potervi parlare delle sensazioni provate e il motivo è semplice: siamo dinanzi a delle percezioni fisiche che cambiano da persona a persona, quindi potete immaginare la complessità nel trasporre in parole qualcosa di così altamente sensoriale. Proveremo comunque a dirvi la nostra con la massima onestà, cercando di darvi un’idea il più vicina possibile a quello che noi abbiamo provato durante questo primo incontro con il Dualsense.

PS5 Dualsense, ecco la nostra prova con AstroBot

La nostra prova verte sullo stesso livello già visto nelle precedenti presentazioni rilasciate da SONY nelle scorse settimane: Cooling Springs. Ci era stato detto, a più riprese, che solo attraverso le immagini a schermo sarebbestato complesso comprendere le funzionalità del Dualsense ed effettivamente, una volta immersi nel coloratissimo mondo di Astrobot, abbiamo compreso il perché. Proveremo a farvi qualche esempio il più dettagliato possibile per farvi capire come funzionano il feedback aptico e i grilletti adattivi ma vi avvertiamo che non ci sono parole che possano esplicare al meglio un’esperienza del genere.

Nelle prime fasi del livello, il tenero robottino si è imbattuto in una tempesta di sabbia e il Dualsense a cominciato a simulare, attraverso i motori di vibrazione, la stessa fisica dei granelli di sabbia che sbattono sul corpo durante le giornate ventose in spiaggia. Per farvi comprendere meglio, le superfici del controller restituivano alle nostre mani quella specifica situazione, come se centinaia di grani di sabbia si muovessero al suo interno, scalfendo le pareti esterne e restituendoci nei palmi quella specifica sensazione. Per chi ha già avuto modo di testare un feedback aptico atto a simulare un oggetto, come ad esempio i Joy-Con di Switch con i mini-giochi presenti in 1-2 Switch, ha presente la sensazione di cui stiamo parlando. Per tutti gli altri immaginatevi la sensazione della sabbia che vi sbatte sulla pelle di cui vi accennavamo poc’anzi e avrete maggiormente chiaro come lavora il nuovo sistema di vibrazione integrato nel Dualsense.

A rendere maggiormente immersiva l’esperienza è intervenuto lo speaker presente nel Dualsense che si è adoperato a riprodurre i suoni generati dal vento e dalla sabbia durante una tempesta di tale portata. Se, però, con il feedback aptico siamo rimasti piacevolmente sorpresi per l’effetto finale, in merito allo speaker ci troviamo difronte a una soluzione analoga a quella presente nell’attuale Dualshock 4 dove alcuni elementi dell’audio di gioco vengono riprodotti dallo speaker presente sul controller.

Progredendo nel livello siamo arrivati a una peculiare sezione dove Astrobot si trasformava in molla. Escludendo, per il momento, le varie interazioni con il touch pad, quasi per nulla differenti da quelle viste nell’attuale generazione, siamo rimasti sorpresi dai, tanto chiacchierati, grilletti adattivi. In quella specifica fase del livello, difatti, il robottino doveva compiere dei salti vestito da molla e i grilletti del Dualsense si sono  istantaneamente trasformati in… molle. La resistenza al tocco è cambiata in un attimo, richiedendo di premere con maggiore decisione e facendoci percepire una forza contraria esattamente come se stessimo schiacciando una molla di ferro su una superficie rigida.

Siamo rimasti davvero impressionati da come la resistenza dei nuovi grilletti cambi in maniera naturale e senza latenze o particolari “stacchi” percepibili, così come a parole è difficile spiegare quanto questa nuova funzione riesca non solo a…

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