In una recente intervista con GamesRadar, il co-fondatore di Naughty Dog, Andy Gavin, ha rivelato che lo studio ha lavorato “così strettamente” con Sony prima dell’acquisizione del 2001 che “avrebbe anche potuto essere ritenuto uno studio first party“.

Tale era il rapporto che l’ex lead technical artist, Eric Iwasaki, ha affermato che c’era un “insolito livello di fiducia” tra entrambe le parti. Riflettendo sull’inizio della serie di Jak and Daxter, Gavin ha inoltre affermato che, nonostante non avesse alcun obbligo contrattuale al momento, Naughty Dog aveva un “gentlemen’s agreement” (un patto tra gentiluomini) con Sony e, questo, avrebbe spinto il team a non fare un gioco diverso per Microsoft. Perché Sony stava pagando le spese di sviluppo.

Lavoravamo così a stretto contatto con Sony, e andavamo così d’accordo con loro, che in pratica eravamo già uno studio first party“, ha detto Gavin a GamesRadar. “Non avevamo un accordo contrattuale su Jak and Daxter, ma stavano pagando alcune delle spese di sviluppo, quindi c’era questo ‘gentlemen’s agreement’ che ci ha spinto a non fare un gioco diverso per Microsoft“.

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Secondo Iwasaki, Sony ha investito in Jak and Daxter nonostante non sapesse molto del gioco all’inizio. “Seriamente, quanti sviluppatori hanno distribuito giochi di successo nei tempi previsti per quattro anni di fila? Questo tipo di rapporto ci ha permesso di sviluppare una IP originale senza nemmeno condividere molto su di essa fino a quando [il co-fondatore] Jason [Rubin] non ha ritenuto che il nostro gioco fosse pronto per essere presentato“, ha aggiunto.

Fonte: PlayStation LifeStyle.

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