Con il sopraggiungere di PlayStation 5 sul mercato, Sony si ritrova oggi a dover affrontare una sfida ben più intrigante rispetto a quanto potemmo vedere ai tempi di PlayStation 4. Nonostante infatti la nuova creatura della compagnia nipponica stia già facendo registrare ottimi numeri a fronte delle poche unità disponibili, anche Microsoft pare particolarmente agguerrita e desiderosa di farsi valere, come dimostrato dalla grande attenzione data al Game Pass e dai numerosissimi team che la società ha acquistato nel corso di questi ultimi anni, il tutto al fine ultimo di arricchire il parco titoli Xbox Series X/S. Nonostante tutto, Sony gode ancora di una carta vincente, la vera colonna portante che già in passato decretò il successo di Ps4 rispetto alla rivale, ovvero esclusive dall’elevatissima qualità che già da sole potrebbero essere più che sufficienti per giustificare l’acquisto della nuova home console agli occhi di molti. La lunga storia di Sony ha infatti visto i suoi team alle prese con innumerevoli saghe che hanno fatto la storia, alcune tutt’ora sulla cresta dell’onda e altre finite invece nel dimenticatoio. Per l’occasione, abbiamo quindi deciso di stilare una lista comprendente sei IP targate PlayStation oramai dimenticate che vorremmo rivedere alla luce della ribalta, produzioni potenzialmente capaci di dare ancor più spessore al parco titoli che caratterizzerà il ciclo vitale di PlayStation 5.

PlayStation 5 –  Sei IP Sony che vorremmo rivedere

Forbidden Siren

Nel mentre che sui forum non smettono di rimbalzare i rumor su quello che dovrebbe essere un nuovo Silent Hill sviluppato proprio in collaborazione con Sony, noi continuiamo a sognare un’opera forse più di nicchia, ma non per questo meno meritevole. Sviluppata riprendendo i canoni che brand quali Resident Evil e Silent Hill avevano fissato, la creatura dal gusto spiccatamente horror sviluppata dai ragazzi di SCE Japan Studio seppe stregarci per i suoi toni e la sua capacità d’incutere terrore a ogni angolo. Forbidden Siren, le cui premesse narrative ci avrebbero catapultato nel cuore di un villaggio sperduto tra le montagne del Giappone colpito da una maledizione dopo un rituale tragicamente fallito, seguiva le vicende di un variopinto gruppo di personaggi intenti a sfuggire dalle orripilanti mostruosità (denominate shibito) riversatesi nel mondo dei vivi e pronte a fargli la pelle.

Siren Blood Curse

In questo drammatico contesto, il giocatore si sarebbe ritrovato a dover impersonare i panni dei vari sopravvissuti, le cui storie sarebbero andate più volte intrecciandosi tra loro dando forma a un proseguo degli eventi tanto incalzante quanto interessante. Allontanata quasi con disprezzo ogni velleità sparacchina e frenetica, il team preferì puntare sulla terrificante atmosfera e su una struttura ludica particolarmente ostica, con poche armi e munizioni a disposizione rispetto al gran numero di creature presenti in giro per la mappa. Fiore all’occhiello della produzione e suo vero elemento distintivo fu però il cosiddetto “Sight-Jacking”, ovvero la capacità di vedere attraverso gli occhi degli Shibito, il tutto al fine ultimo di capire quanto il pericolo di turno fosse realmente vicino. Quella di Siren fu una saga – composta da due episodi usciti su PlayStation 2 a cui fece seguito un “remake” del primo capitolo giunto su PlayStation 3 – che pur senza raggiungere mai il successo d’IP più altisonanti, seppe accerchiarsi di una nutrita nicchia di fan.

Ciò non fu comunque sufficiente a salvare il brand che dopo l’approdo su Ps3 nel lontano 2008 finì con lo scomparire nell’oscurità per non essere più preso in considerazione, colpa anche di un mercato che ai tempi stava puntando tutto su produzioni particolarmente frenetiche. Da allora di acqua sotto i ponti ne è però passata parecchia e il genere dei survival horror è con il tempo tornato fortunatamente alla ribalta, con opere di ogni forma e tipologia rivelatesi capaci di riconquistare l’interesse di un pubblico sempre più ampio e diversificato. I tempi non potrebbero essere quindi più maturi per la concretizzazione di quel proverbiale Forbidden Siren 3 che tanto desideravamo, un’opera che non fatichiamo a credere sarebbe capace di ridare nuovo lustro a una saga che meriterebbe ben più attenzioni di quelle finora ricevute.

Patapon

Nato dalla collaborazione tra Pyramid e Japan Studio, Patapon è un brand che ha visto la sua fortuna sulla nota console portatile di casa Sony, PSP. La trilogia, i cui capitoli sono stati pubblicati tra il 2007 e il 2011, riuscì nel non facile compito di conquistarsi gli elogi di critica e pubblico grazie al suo stile visivo accattivante e alla sua fresca struttura ludica, capace di combinare sapientemente rhythm game e strategia in un mix particolarmente riuscito. Impersonando i panni di una vera e propria divinità, avremmo dovuto aiutare il popolo dei Patapon a riacquisire l’onore andato perduto dopo la dura sconfitta contro i pericolosi Zigoton. Ludicamente parlando, il tutto andò traducendosi in un’esperienza musicale dove sarebbe stato nostro compito guidare l’esercito di Patapon tra i vari livelli, lì dove a ogni tasto del pad era legato un qualche canto di guerra.

Patapon 2 Remastered

A seconda della combinazione di pulsanti scelti, avremmo quindi potuto ordinare ai nostri valorosi soldati di avanzare, attaccare, ritararsi e molto altro ancora, un’idea di fondo indubbiamente atipica ma capace di concretizzarsi in un’esperienza particolarmente riuscita e variegata, con un gusto strategico di fondo capace d’impreziosire l’intera avventura. La formula è così andata arricchendosi sempre di più un capitolo dopo l’altro, almeno fino all’uscita di Patapon 3, quando la serie venne messa definitivamente da parte. Eppure, nonostante tutto, negli ultimi anni Sony ha mostrato un certo interesse nei confronti del brand, come evidenziato dalle…

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