PC contro console: una “lotta” che spesso e volentieri torna, quasi con ricorrenza, come tema capace di infiammare il web e i suoi utenti. Persone che dal canto loro, non mancano di presentare numerose argomentazioni a supporto di uno schieramento o dell’altro, con il risultato finale che in buona parte dei casi finisce per mancare completamente il punto principale della discussione. I continui annunci degli ultimi mesi riguardanti le console che saranno protagoniste della prossime generazione – PlayStation 5 e Xbox Series X – non hanno fatto che alimentare molte discussioni in tal senso, con chi gioca su console contrapposto in maniera talvolta eccessivamente radicata rispetto a chi predilige il gaming su PC.

Negli ultimi anni, complice uno sviluppo sempre più accentuato di internet e di piattaforme come i social media, il videogioco è divenuto un argomento di discussione sempre più gettonato nei vari salotti della rete. Di conseguenza si sono create diverse community interne a quella dei videogiocatori, quasi come delle subculture, che in troppi frangenti hanno però portato a una sorta di inasprimento tra le parti: il confronto PC contro console, insomma, è divenuto una vera e propria guerra senza più una vera ragione di esistere. Quello che vogliamo fare oggi è provare a contestualizzare il tutto, analizzando le argomentazioni da una parte e dall’altra per comprendere se oggi, effettivamente, ha ancora senso parlare di PC contro console.

PC contro console: corsi e ricorsi storici

Pur potendo idealmente andare ancor più indietro nel tempo, inizieremo ad analizzare il tutto partendo dalla metà degli anni Ottanta: un periodo in cui, chiaramente, non si poteva già parlare di “battaglia” in relazione al tema PC contro console. Il mercato era infatti completamente diverso da come lo conosciamo oggi, così come lo era la cultura del videogioco in senso più generale: una cultura che si sarebbe affermata in maniera sempre più importante solo negli anni seguenti, con la crescita di un’industria che è ad oggi una delle importanti nell’economia mondiale.

Il 1985 vide l’approdo sul mercato occidentale di due dispositivi molto diversi ma, concettualmente, vicini da alcuni punti di vista. Da una parte troviamo una console casalinga come il Nintendo Entertainment System, un prodotto capace di sdoganare in maniera molto importante la concezione di videogioco nel mondo: i numeri parlano infatti di 62 milioni di unità vendute, qualcosa di davvero impressionante tenendo inoltre conto di quanto tutto ciò avveniva più di trent’anni fa. L’altra faccia della medaglia è qui rappresentata dal Commodore A1000, anche conosciuto con il nome in codice “Lorraine” o più comunemente come Amiga 1000. Primo di una lunga serie di prodotti man mano sempre più rifiniti, questo home computer appariva come un prodotto non pensato esclusivamente per il gaming ma che, tra le varie opzioni, andava a rappresentare un’ottima alternativa anche in tal senso.

Amiga 1000 (1985)
PC contro console

Si poteva già parlare di PC contro console? Ancora no, in quanto il mercato non era ancora così segmentato come quello odierno. L’Amiga 1000, così come i suoi successori, era progettato per tutta una serie di funzioni che andavano oltre la riproduzione di videogiochi: dal canto suo, il NES rappresentava per tutta una serie di motivazioni la scelta migliore per approcciarsi al media videoludico, proponendo una serie di titoli che ancora oggi riescono a stuzzicare l’immaginario collettivo. Prodotti come Super Mario Bros, The Legend of Zelda e Final Fantasy ad esempio, che non erano in ogni caso disponibili per coloro che disponevano di un PC.

Va inoltre specificato un ulteriore punto: il costo estremamente spropositato di tali dispositivi, soprattutto se confrontato in proporzione con quello attuale, fece sì che gli utenti fossero praticamente costretti a decidere che prodotto prediligere. Coloro che optavano per la console di casa Nintendo, insomma, difficilmente avrebbero investito ulteriore denaro per acquistare un hardware altrettanto costoso come quello dell’Amiga 1000. In questo caso sì, si stava iniziando a delineare l’inizio di una “lotta” come PC contro console.

Super Mario Bros (1985)
PC contro console

Con il passare degli anni il mercato cominciò ad arricchirsi di un quantitativo di prodotti sempre maggiore, i quali andavano a offrire esperienze analoghe ma gradualmente sempre più rifinite rispetto a quanto visto fino a pochi anni prima. Pensiamo ad esempio all’introduzione della prima scheda video in un Personal Computer: era il 1987, e l’IBM PS/2 fu il primo dispositivo ad esserne dotato. Al contempo il fronte console lanciava sul mercato prodotti diversi dal NES come il Sega Mega Drive nel 1988 e il primo esemplare di Game Boy, immesso sul mercato durante l’anno seguente. Tante piccole rivoluzioni, che andavano a differenziare e a segmentare sempre di più…

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