Seppur l’annuncio di Paper Mario The Origami King sia stato una doccia fredda per gli appassionati, al punto da far pensare a un progetto minore a seguito di un reveal trailer rilasciato senza preavvisi e senza un Direct di corredo, la nuova esclusiva per Nintendo Switch si pone tre importanti obiettivi: ricoprire il ruolo da esclusiva di spessore per il periodo estivo della console ibrida di Nintendo, riportare questa celebre serie di spin-off allo splendore delle prime iterazione e omaggiare, degnamente, il ventennale di questa saga, nonché cominciare le celebrazioni per i 35 anni dalla nascita dell’iconico idraulico baffuto. Vi anticipiamo subito che, al netto di un paio di scivoloni figli di una forte volontà da parte degli sviluppatori nel non voler modificare alcune meccaniche di gioco già viste in passato, Paper Mario The Origami King, si è rivelato una vera sorpresa che, specialmente se gli si offre la giusta fiducia, è in grado di ribaltare qualsivoglia prima impressione e trasformarla in amore profondo.

Una festa a base di carta piegata.

Anticipare troppi aspetti del comparto narrativo di Paper Mario The Origami King sarebbe letteralmente un crimine. Non perché ci si trovi davanti a una scrittura particolarmente impegnata, o ricca di stratificazioni narrative ma, al contrario, perché la delicatezza riposta dai ragazzi di Intelligent Systems nel raccontare la storia di questo nuovo capitolo, ci ha piacevolmente sorpreso. Il canovaccio non si discosta eccessivamente dai vari capitoli del franchise dell’idraulico e vedrà Olly, il temibile, e misterioso, re degli origami, intento a sferrare un invasione al cartaceo mondo dei funghi, durante l’annuale festival degli origami. Dopo aver trasformato la maggior parte degli abitanti, compresa la Principessa Peach, in temibili, e aggressivi, origami tridimensionali, il re sradicherà dalle fondamenta l’iconico castello e lo sigillerà con dei nastri magici. Toccherà a Mario e a Olivia, l’ingenua e logorroica sorella di Olly, raggiungere le estremità più remote del regno per sciogliere tutti i nastri, fermare il temibile re degli origami e riportare a una pace bidimensionale il tranquillo Borgo Toad. 

Come da tradizione per la serie, Paper Mario The Origami King abbandona le tematiche disimpegnate ed edulcorate, tipiche della serie principale dedicata all’idraulico, per lasciarsi andare a una intelligente, e costante, demenzialità. La trama, infatti, specialmente nelle prime ore di gioco, si abbandona completamente a una serie prolissa di siparietti assurdi e situazioni che lasceranno il giocatore con le stesse sensazioni di quando si ascolta una freddura di pessima qualità. Non bisogna, però, lasciarsi ingannare dalle apparenze in quanto ogni tassello che compone la storia di Paper Mario The Origami King è posizionato al posto giusto e solo con il progredire dell’avventura si può comprendere quella delicatezza di cui vi abbiamo accennato poc’anzi. I ragazzi di Intelligent Systems, difatti, sono stati in grado di mischiare l’assurdità tipica del brand a una serie di accadimenti che andranno a toccare tematiche più mature e che, posizionate in punti ben precisi del tessuto narrativo, riescono a offrire la giusta dinamicità alla storia, andando via via a ribaltare le impressioni iniziali e a lasciare sbigottito il giocatore quando si imbatterà in quegli sporadici momenti completamente deliranti ma dannatamente ispirati. 

Ci teniamo a ribadire che non siamo davanti a una storia impegnata, stratificata o dal taglio registico mozzafiato ma semplicemente di fronte a un comparto narrativo ben confezionato, o meglio, bilanciato se proprio vogliamo trovare un termine corretto. Una storia che intrattiene grazie alla sua vena costantemente ironica, riuscendo allo stesso tempo a tenere ben salde le redini narrative in tutti quei frangenti in cui è necessario un piglio maggiormente adulto, strappando copiosi sorrisi grazie a momenti davvero ispirati e qualche dialogo pungente che subentrerà, all’improvviso, nel mezzo delle numerose linee di testo. Un ottimo passo in avanti rispetto alla disimpegnata demenzialità, fine a se stessa, dei capitoli precedenti e che è in grado di consolidare un’identità propria alla serie, in vista dei capitoli futuri del brand.

 

Piccolo mondo di carta

L’esplorazione in Paper Mario The Origami King è, indubbiamente, il punto più alto raggiunto dall’intera produzione di Intelligent Systems. Le motivazioni non sono da ritrovarsi solamente in una mappa vasta, varia e ricca di cose da fare ma, soprattutto, nella capacità degli sviluppatori di creare un’ottima sinergia fra la progressione di gioco e le numerose ambientazioni presenti nel gioco, riuscendo a rendere sempre stimolante un pattern ludico che, apparentemente, potrebbe risultare eccessivamente basilare e ridondante….

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