Halloween è ormai passato e gli orrori sono solo un ricordo lontano, eppure c’è sempre voglia di spaventarsi un pochino, magari con i propri amici o davanti a un gioco da tavolo classico. Ebbene, il vostro macabro desiderio viene accolto dallo studio October Night Games, il quale pubblica un titolo omonimo: October Night Games. Oltre alla ripetizione, l’intento di questo piccolo collettivo è esattamente quello di portarvi delle avventure macabre da scoprire nelle fredde notti d’ottobre, in questo caso specifico tra gli orrori di H.P. Lovecraft.

Come intuibile, il gioco appartiene a una nicchia davvero particolare, la stessa a cui fa capo Cultist Simulator e tanti altri generi che trasformano sette e culti in un tipico titolo da giocare con gli amici, proprio come farebbero dei buoni discepoli delle divinità antiche. October Night Games vi mette infatti nei panni di una serie di personaggi divisi in “squadre” e intenti a evocare degli orrori indicibili sul mondo terreno. Ma non sempre, specie giocando da soli, le alleanze saranno ben chiare e il principale compito alla mano sarà quello di costruire da soli il rituale per l’evocazione.

Il gioco è diviso in turni e in ogni turno potrete visitare la città o il cimitero per ottenere gli ingredienti utili a creare i materiali giusti per l’alchimia d’evocazione. Ogni raccolto però può coinvolgervi in eventi casuali che vanno dalla perdita della sanità mentale al combattere poliziotti, demoni e chissà che altro con un sistema a dadi abbastanza particolare. In tutta onestà, October Night Games è criptico quanto il Necronomicon: nonostante diverse partite giocate, i meccanismi della partita sono decisamente poco chiari e ci si ritrova spesso nella situazione del nuovo giocatore che si ritrova a un tavolo di esperti e deve chiedere consiglio a ogni mossa, solo che qui non ci sono esperti a cui rivolgere le proprie domande.

Il punto forte di questa produzione è senza dubbio la sua anima artistica retrò, la quale è ben evidente sia nei disegni che nelle musiche. In questo caso il team di October Night Games ha voluto lasciare indietro il macabro per far spazio alla bizzarria da gentlemen, dove lo stile e l’eleganza vanno a braccetto con il sotterfugio occultista. Un bel cambio di rotta per il genere da cui riprende, non senza ovviamente qualche piccola chicca umoristica che male non fa, come la scelta dei vari famigli da avere e la loro caratterizzazione sopra le righe. È su questi dettagli che October Night Games conquista il suo pubblico, attirandolo con lo stile e le buone idee dietro il design del gioco da tavolo.

Purtroppo però i suoi meccanismi rimangono fin troppo oscuri e spesso non abbastanza chiari o immediatamente accessibili, elemento chiave per un gioco da tavolo che si rispetti. Il meccanismo delle pozioni, ad esempio, benché funzioni a simboli può confondere il giocatore e trovarsi a perdere turni per via delle scelte prese inavvertitamente. Lo stesso avviene per i combattimenti, i quali hanno una serie di dadi dalla funzione misteriosa se non dopo averli osservati attentamente in una serie di sconfitte poco onorevoli. Tutto questo finirebbe in secondo piano se la missione principale, o l’obiettivo ultimo per la vittoria, fosse più chiaro e coinvolgente.

Il grande problema di October Night Games è che manca della partecipazione visiva nell’esecuzione dei turni. Quando toccherà a voi vedrete ovviamente svolgersi qualsiasi azione sullo schermo, mentre gli altri (specie se IA) vi forniranno solamente i risultati delle loro azioni senza per forza mostrare nulla delle loro scelte o eventi. Se da una parte tale scelta si accosta bene all’aura di mistero che un buon culto deve avere, dall’altra porta allo sbadiglio e alla noia, specie se risulta troppo complesso capire il ritmo della partita. Non si ha davvero un’idea dell’andamento del match e di come interagire con i propri alleati, una volta scoperti, se non mandandogli regali o minacce. Tutto quello che si fa è raccogliere ingredienti e rendere orgogliosa la nostra entità guida, senza però avere tanta interazione sullo schermo.

Se October Night Games fosse un filino più coinvolgente e avesse speso un po’ di più sugli eventi da mostrare sullo schermo, magari arricchendo le scelte da effettuare o chiarificando molti dei suoi passaggi, sarebbe stato il titolo perfetto per la notte di Halloween con distanziamento sociale. Purtroppo però non c’è davvero nessuno zucchero nel dolce della sua offerta, seppur la confezione sia davvero bella.

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