Visual Concepts ci aveva lasciato, lo scorso Settembre, con la promessa che la versione next-gen di NBA 2K21 sarebbe stata un netto passo in avanti per la serie, al punto da poterla considerare un’edizione completamente nuova. La realtà dei fatti, dobbiamo ammetterlo, non si discosta molto dalla dichiarazione degli sviluppatori in quanto la versione per Xbox Series X e PlayStation 5 poggia sulle modifiche al gameplay, viste lo scorso Settembre, e va a modificare, affinare e migliorare una pletora di elementi per offrire un’esperienza maggiormente immersiva e realistica.

The Long Shadow

Cominciamo la nostra analisi della versione next-gen di NBA 2K21 proprio da quella modalità carriera che ci aveva positivamente colpito nella nostra precedente analisi. The Long Shadow ritorna, difatti, immutata nella struttura ossea ma con un rinnovato tessuto muscolare atto a offrire un’esperienza più longeva e varia. La prima, importante, modifica la troviamo nell’editor del nostro personaggio che ora offre una gestione dell’atleta più completa e “libertina”. Non potremmo, ovviamente, creare dei “mostri invincibili”, ma la maggior libertà offerta nella ripartizione delle statistiche garantisce una maggior varietà che speriamo si trasformi anche in una reale differenziazione nelle modalità multigiocatore.

Per quanto riguarda la storia principale, una volta che il nostro Junior potrà accedere al college ci verrà offerta l’alternativa della G League. Una diramazione davvero interessante che offre una nuova variante alla trama che ritornerà sui suoi binari originali, solamente nel momento dei Draft. Un’altra grossa modifica la si trova nel Quartiere, ora rinnovato in Città, dove oltre al graditissimo ritorno delle affiliazioni, ci aspettano tutta una serie di attività secondarie, legate ai vari NPC, che estendono notevolmente la longevità della modalità Carriera. Per quanto tutto sia, effettivamente, migliore rispetto alla versione uscita a Settembre, continuiamo a trovare la progressione del personaggio troppo orientata verso lo spingere il giocatore all’acquisto di punti VC. Per quanto sia chiaro che il modello economico di NBA 2K21 si basi prettamente sulle microtransazioni, inizia a sentirsi il reale bisogno di una virata verso un sistema meno invasivo e maggiormente user friendly.

Due tiri a canestro

Una volta solcato il parquet, NBA 2K21 comincia a mostrare una serie di piccole migliorie che, seppur non immediatamente percepibili, riescono nell’intento di rendere maggiormente realistiche le partite. Il più grosso affinamento lo possiamo riscontrare nella fisica di gioco, dove il celebre Impact Engine garantisce collisioni dei corpi più realistiche e una resa dei movimenti dei giocatori maggiormente affine alle controparti reali. Gli atleti ora aggiusteranno autonomamente la loro posizione sul campo prima di effettuare un tiro, quasi come fossero consapevoli dello spazio in cui si ritrovano. Piccoli dettagli come gli atterraggi, la posizione del piede perno e le animazioni dei corpi durante le azioni di gioco potrebbero sembrarvi poca cosa ma vi garantiamo che, una volta che rimetterete mano all’edizione per Xbox One e PlayStation 4, vi sembrerà di passare dal giorno alla notte.

Tutte queste lievi modifiche, ovviamente, portano la versione next-gen di NBA 2K21 a offrire un’esperienza non solo più immersiva ma anche più dinamica e reattiva. I movimenti più naturali dei corpi, difatti, aiutano a garantire un’azione di gioco più controllata, dribbling più precisi e un miglior posizionamento degli atleti sul campo da parte del giocatore. Permangono, però, tutte le piccole imperfezioni nelle collisioni viste nell’edizione di Settembre, così come persistono alcune azioni di gioco che possono letteralmente “rompere” il bilanciamento e che continuano a richiedere a gran voce un aggiornamento per sistemarle.

Segnaliamo, infine, delle aggiunte anche sul versante delle modalità di gioco, in particolare a MyNBA (che ora raggruppa al suo interno MyGM e MyLeague) e l’inedita The W, ovvero, una timida modalità Carriera dedicata al basket femminile, che ci auguriamo possa evolversi in maniera analoga alla Carriera principale, entro la prossima edizione. Al momento The W permette, infatti, di creare un’atleta da introdurre in una delle dodici squadre di basket femminile, farla affermare e utilizzarla successivamente in match online 3V3. Un introduzione interessante ma che siamo sicuri abbia un immenso margine di espansione davanti a sé. MyTeam, invece, mantiene le modifiche viste nell’edizione di Settembre e permette al giocatore di trasferire i propri progressi fra le due versioni.

NBA 2K21 su next-gen

Non potevamo che concludere questa breve analisi sviscerando il comparto tecnico/grafico di questa nuove versione di NBA 2K21. Dire che appena avvierete una…

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