Cosa lega un giovane inventore squattrinato e un’affascinante e misteriosa circense? Gli appassionati di anime con qualche anno sulle spalle avranno già la risposta pronta, pronti a raccontare di una delle serie animate più amate e celebrate degli anni ’90: Nadia e il mistero della pietra azzura. Vero e proprio cult dell’animazione nipponica del periodo, Fushigi no umi no Nadia è una serie animata che ha lasciato una traccia indelebile nell’immaginario collettivo del periodo. Facile, d’altronde, pensando che dietro questo avvincente progetto ci sono i nomi di alcuni dei grandi nomi dell’animazione del Sol Levante. Epoca florida per gli anime, gli anni ’90, che si erano oramai attestati anche nel nostro Paese, una familiarità che contribuì non poco alla calda accoglienza di cui beneficiò Nadia e il mistero della pietra azzurra.

nadia 8

L’ambientazione storica fu una delle caratteristiche più iconiche dell’anime, scaturita dalla voglia di rendere omaggio a uno dei padri nobili della fantascienza moderna: Jules Verne. Lo scrittore francese è da sempre considerato l’innovatore della narrativa d’avventura, capace di unire una spiccata fantasia alla passione per i grandi traguardi raggiunti dall’ingegno umano sul finire dell’800. D’altronde la ricca produzione letteraria di Verne è un universo di possibilità che non può lasciare indifferenti, e di questa fascinazione fu vittima anche uno dei maestri dell’animazione nipponica: Hayao Miyazaki.

La genesi di Nadia e il mistero della pietra azzurra

Fu proprio il maestro Miyazaki l’artista a cui, sul finire degli anni ’70, si rivolse la Toho, casa di produzione nipponica celebre per avere dato i natali a Godzilla, intenzionata a realizzare nuove serie televisive. Suggestionato dallo spirito avventuroso delle produzioni di Verne, Miyazaki inizialmente pensò di realizzare un adattamento animato de Il giro del mondo in ottanta giorni, ma questo concept ben presto si allargò sino a coinvolgere tutto il corpus letterario del romanziere francese. Ispirandosi a Ventimila leghe sotto i mari e L’isola Misteriosa, venne introdotta la figura del Capitano Nemo, che avrebbe accolto due giovani in fuga per intraprendere con loro un viaggio incredibile intorno al mondo.

Sfortunatamente, le idee del maestro non trovarono spazio alla Toho. Convinto della sua visione, però, Miyazaki utilizzò alcune delle sue intuizioni come elementi narrativi di altre sue idee, realizzate con il suo Studio Ghibli, come Laputa – Il Castello nel cielo e Conan il ragazzo del futuro. Tuttavia, l’imprinting dato a questo apparentemente sfortunato progetto era oramai radicato, si trattava solo di aspettare un decennio, prima che alla Toho qualcuno riesumasse questa idea.

naida 3

Nel 1989, infatti, la casa di produzione decise di ingaggiare lo Studio Gainax affinchè desse vita a questa avventura animata. Affidato inizialmente al fondatore di Gainax, Hiroaki…

[…]

Leggi di più su www.tomshw.it

Rispondi