Non è mai esaltante descrivere un gioco confrontandolo con un altro. Mortal Shell, però, fin dalla prima schermata di caricamento, non solo non nasconde, ma anzi ostenta il proprio legame con i giochi ai quali si ispira, ovvero i SoulsborneEcco che il confronto con i titoli From Software non diventa semplicemente lecito, ma necessario per raccontare cos’è e come funziona il titolo sviluppato da Cold Symmetry e pubblicato da Playstack.

I dungeon, per quanto piccoli, sono stilisticamente molto curati.
Mortal Shell

Il fantasma nel guscio | Mortal Shell

La prima grossa differenza con i titoli di riferimento è che in Mortal Shell non esistono né statistiche, né tanto meno classi. Nel corso dell’avventura, il protagonista potrà prendere possesso di alcuni Involucri (quattro quelli ufficialmente disponibili), a patto però di averli prima trovati in giro per le ambientazioni. Questi guerrieri caduti rappresentano gli archetipi delle classiche build degli action RPG, differenziandosi tra loro per abilità e parametri di combattimento come punti energia e stamina. A questi si affiancano le barre di Determinazione caricate affrontando i nemici e consumate per alcune azioni particolari, come gli attacchi speciali o le parate, oppure per altre più semplici come i calci.

Dal punto di vista delle abilità, gli Involucri ne hanno alcune identiche, mentre le altre, più numerose, sono esclusive. Ad esempio, il nostro Involucro preferito, Eredrim “Il venerabile”, può contare su una quantità di punti vita superiore a quella degli altri e ha un’abilità che permette di ottenere un potenziamento all’attacco ogni volta che si uccide un nemico. Harros, invece, il primo involucro che si ottiene, è più adatto alle fasi iniziali del gioco con molte abilità più concentrate sulla pietrificazione.

Nel corso del gioco sono inoltre complessivamente disponibili cinque armi: due zweihänder molto simili (la Lama del Martire più pesante e un’altra, la Spada Consacrata, più leggera), Martello e Scalpello in dual-wielding e una lancia, alle quali si aggiunge anche la Balestrazooka per gli attacchi a distanza. Oltre a essere selezionabili nell’hub della foresta, le armi possono anche essere richiamate con oggetti dell’inventario e potenziate nelle incudini sporadicamente presenti nelle ambientazioni. Nella selezione di armi, che impallidisce se confrontata con quella dei Dark Souls, è evidente uno sbilanciamento a favore di quelle più lente, in linea con la filosofia di combattimento del gioco. Martello e Scalpello, di fatto, rappresentano l’unica eccezione per chi preferisce le DEX build negli action RPG.

La meccanica degli Involucri sicuramente rappresenta una buona e interessante alternativa alla normale gestione delle statistiche del personaggio, anche se dobbiamo ammettere che non tutti hanno abilità ugualmente utili in combattimento e che questo approccio tende un po’ a cristallizzare i rapporti di forza con i nemici sin dalle prime fasi del gioco. Non c’è mai un particolare boss che richiede di essere superato grazie a una crescita delle statistiche che sia in grado di fare la differenza. Volendo semplificare, gli Involucri non si evolveranno mai drammaticamente, restando identici a loro stessi dall’inizio e sino alla fine del gioco.

Lo stile visuale è uno dei punti forti di Mortal Shell.
Mortal Shell

Esistono comunque abilità come quella che permette di aumentare del 15% i propri punti vita ma si tratta di casi sporadici e quindi, a livello di difficoltà, si gioca a carte scoperte fin dalle prime fasi dell’avventura. Gli Involucri si trovano infatti nella prima zona, una classica foresta che probabilmente in un Dark Souls avremmo visto nelle fasi avanzate del gioco ma qui promossa ad area introduttiva. Per ragioni sia di design che tecniche, questa ambientazione eccessivamente aperta fa un pessimo lavoro nell’indirizzare i giocatori verso un minimo di progressione.

Fin da subito, Mortal Shell propone molteplici percorsi nella foresta iniziale ma allo stesso tempo questa ambientazione dà una percezione ridotta delle zone alle quali è possibile accedere. Insomma, risulta troppo dispersiva. In un gioco con una curva di apprendimento particolarmente ripida nelle fasi iniziali, mettere insieme necessità di comprensione delle meccaniche e un’ambientazione che in maniera invisibile guida, con il suo level design, il giocatore dovrebbe essere obbligatorio. Qui, invece, al primo aspetto si aggiunge un mondo di gioco che è totalmente l’opposto e che fin da subito si rivela come molto, troppo aperto nei suoi possibili percorsi con una cripticità che, a nostro giudizio, va oltre il consentito anche per un soulslike.

Genessa è il vostro checkpoint che permette di potenziare gli Involucri e ricaricare i punti vita.
Mortal Shell

La foresta iniziale è in realtà una grande zona hub al centro della quale si trova una torre in cui è possibile occupare gli Involucri…

[…]Leggi di più su www.tomshw.it

Rispondi