Marvel’s Spider-Man Remastered è, indubbiamente, il più discusso dei titoli disponibili al lancio di PS5. Con una manovra analoga a quanto fatto da Naughty Dog con The Last Of Us Remastered, Insomniac ha deciso di riproporre il suo celebre titolo dedicato al “Tessiragnatele” in una veste del tutto nuova, che vada a offrire un’esperienza più completa, e immersiva, e che renda disponibile, sulla nuova ammiraglia di SONY, la totalità delle produzioni dedicate a Spider-Man, nella loro veste grafica migliore. Lo scotto da pagare, però, è stata una scelta commerciale poco apprezzata dall’utenza: Marvel’s Spider-Man Remastered, infatti, non è un semplice aggiornamento, reso disponibile per chi già possiede il titolo originale, ma un titolo stand alone, reso disponibile all’interno della versione Ultimate di Marvel’s Spider-Man Remastered: Miles Morales. 

Marvel’s Spider-Man Remastered in pillole

Considerando che l’imponente opera di restauro messa in piedi da Insomniac non va a toccare minimamente la struttura ludica del titolo, le nostre impressioni sul gioco rimangono le stesse del 2018. Marvel’s Spider-Man Remastered offre uno dei migliori tie-in dedicati all’ ”amichevole uomo ragno di quartiere”, in grado di cucire attorno al personaggio di Lee e Ditko un universo narrativo indipendente che potrebbe, nel corso degli anni, svilupparsi in maniere davvero interessanti. Si tratta, infatti, di un open-world dalla narrazione altamente cinematografica, ricca di colpi di scena e di piccole questioni lasciate volutamente irrisolte per poter dare il via a una serie di titoli, e di spin-off come il recente Spider-Man Miles Morales, che vadano a estendere il Game-Verse realizzato a quattro mani da Marvel e Insomniac. 

Un gameplay realizzato in maniera certosina, inoltre, era in grado di rendere ogni singola “passeggiata” fra i grattacieli di New York una vera e propria esperienza, grazie a una gestione delle ragnatele dinamica e un combat-system che riadattava il celebre flow della serie Arkham di Rocksteady alle caratteristiche peculiari dell’Uomo Ragno. Come ogni “primo capitolo”, però, il titolo scricchiolava leggermente nella gestione del suo mondo aperto, ricolmo di missioni secondarie, e collezionabili sparsi qua e là, che non riuscivano a brillare per varietà e qualità della scrittura. Niente di grave, comunque, in quanto l’ottima narrazione, unita al solidissimo gameplay, riuscivano a divertire e intrattenere il giocatore per una trentina di ore abbondanti.

Cosa cambia nella versione per PS5

Marvel’s Spider-Man Remastered, come suggerito dal suo stesso nome, è una vera e propria di ristrutturazione del titolo originale proposto da Insomniac nel 2018. Un operazione atta a rinnovare parecchi aspetti del titolo originale e che, fin dai primi fotogrammi della sequenza iniziale, risulta evidente a chiunque abbia giocato alla versione per PlayStation 4. Solo nei primi trenta secondi, difatti, possiamo già notare una rinnovata illuminazione, texture più definite, elementi d’arredo sostituiti (un cambio atto a valorizzare maggiormente i riflessi), caricamenti istantanei e, ovviamente, un nuovo Peter Parker. 

Proprio su questo punto vogliamo soffermarci un secondo. Seppur vero che i super eroi, da tradizioni, non hanno un volto ma incanalano dei valori attraverso una maschera, o meglio un simbolo, è anche vero che da quando Bryan Singer sostituì quelle maschere con dei volti, nel suo X-Men del 2000, la conseguente cultura POP ha cominciato ad associare i suoi eroi più amati a dei volti ben precisi. Un fattore che si vide anche in territorio cartaceo, con Bendis che tributò Samuel Jackson nella sua rivisitazione di Nick Fury, sulle pagine di Ultimates nel lontano 2002. Viene da sé, quindi, che se i fan veterani continuano ad associare un eroe a una maschera, i più giovani non riescono a scindere Wolverine da Hugh Jackman, o Tony Stark da Robert Downey Jr. Per questo motivo la sostituzione del Peter Parker di John Bubniack, con il più giovane Ben Jordan, ha generato del forte malcontento in una parte dell’utenza. 

Per quanto ignoti, però, possiamo ipotizzare sia stato un cambio dato da motivi puramente contrattuali, fatto sta che Peter Parker ha un volto nuovo e, per quanto si sposi meglio con il background da ventitreenne creato da Insomniac, non centra sempre l’obbiettivo di legarsi al meglio con le fisionomie più “mature” degli altri personaggi, tendendo a scricchiolare, in particolar modo, nei momenti in cui si trova a interagire con Mary Jane o con, il più giovane, Miles Morales. Resta indubbio, però, che Marvel’s Spider-Man Remastered abbia offerto l’ottimo escamotage per introdurre il nuovo volto di Peter, andando a ristabilire una continuità su PS5, per tutti i capitoli della serie al momento disponibili.

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