Il protagonista di Mank, Gary Oldman, ha affrontato la questione spinosa riguardo alla paternità della sceneggiatura di Quarto potere.

Il protagonista di Mank, Gary Oldman, ha affrontato una delle questioni più spinose sollevate dal film Netflix, l’attribuzione della paternità della sceneggiatura di Quarto potere.

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Mank: una scena del film con Gary Oldman

Concentrandosi sulla figura di Herman J. Mankiewicz, controverso sceneggiatore di Hollywood e autore dello script di Quarto potere, di fatto il regista David Fincher mette in secondo piano il personaggio di Orson Welles, mattatore assoluto del capolavoro realizzato quando aveva appena 24 anni. Mankiewicz avrebbe accettato di scrivere Quarto potere per Orson Welles nell’ambito di una collaborazione più ampia col Mercury Theatre senza firmare lo script, ma alla fine del lavoro, resosi conto della sua qualità, avrebbe chiesto di avere i credits conquistando un Oscar alla sceneggiatura insieme al coautore Orson Welles.

“È un po’ sfacciato da parte di Mankiewicz consegnare una prima bozza di Citizen Kane che è lunga 325 pagine perché era un esperto in questo” spiega Gary Oldman. “Aveva scritto molte sceneggiature. Era essenzialmente uno script doctor. Se una sceneggiatura non funzionava gli executives dello studio dicevano ‘Mandala a Mankiewicz e fagliela mettere nella sua macchina da scrivere, guarda cosa riesce a inventare. Vedi se può darci qualche battuta brillante, ci servono battute divertenti. Dallo a Herman’. Lo faceva da molto tempo e sapeva che i film che andavano erano lunghi 73 minuti, 86 minuti in questa era, quindi consegnare una prima bozza di 325 pagine era una specie di vaffanculo”.

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Mank: Amanda Seyfried in una delle prime immagini del film Netflix

Qui trovate la nostra recensione di Mank. Secondo la cronaca, dopo che Herman Mankiewicz presentò una lamentela formale presso la Screen Writers Guild, gli venne riconosciuta la paternità di Quarto potere che firmò insieme a Orson Welles. All’epoca lo stesso regista ammise di essere stato ingiusto con Mankiewicz specificando che che “alla fine, naturalmente, ero io che ho fatto il film e che ho preso tutte le decisioni. Ho usato quello che volevo da Mank e, a torto o a ragione, ho mantenuto quello che mi piaceva di mio”. Gary Oldman è però convinto che Orson Welles stesse tentando deliberatamente di minimizzare il ruolo di Mank nella creazione del film per cui è noto ancora oggi:

“La storia era lì e Mank ha consegnato la sceneggiatura che Welles ha usato. Sì, inizialmente non aveva crediti di scrittura perché Welles aveva bisogno di una rete di sicurezza. Sapeva che Mank era l’uomo giusto per quel lavoro, ma ne conosceva anche la reputazione di Mank. Avrebbe avuto a che fare col Mank capace di tenere fede alla sfida o col Mank ubriaco che non rispettava le consegne? All’inizio ha stabilito quel contratto con quelle condizioni come paracadute. Mank l’ha preso, o l’ha presentata all’arbitrato e poi l’ha ritirato, e alla fine Welles ha accettato di inserire il suo nome cerchiandolo in rosso. Erano Orson Welles, Herman J. Mankiewicz, e lui ha semplicemente cerchiato il nome di Mankiewicz per valorizzarlo, la questione era questa.”

Mank è disponibile su Netflix.

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