L’ormai quasi conclusa generazione di console ci ha regalato produzioni caratterizzate da una qualità indubbia. Abbiamo assistito a grandi ritorni del calibro di Resident Evil 2, a coraggiose mutazioni di brand noti come God of War, e che più ne ha, più ne metta. Una vera e propria golden age del videogioco, che ha persino cambiato l’età media degli utenti e aumentatone il numero complessivo. In uno scenario così invitante quanto difficile da navigare, entra in scena Mafia Definitive Edition, il ritorno di una delle gangstar story più belle dell’intero panorama videoludico.

Riesumare un grande classico, però, non è mai facile, e questo Hangar 13 lo sa bene. Eppure non c’era momento migliore per tirarlo fuori: da Capcom ad Activision sono stati tanti gli sviluppatori a far tornare in auge giochi del passato, e l’hanno fatto in delle vesti che sono state molto apprezzate sia dalla critica che dal pubblico.

Prima di andare a scoprire dove si colloca la storia di Thomas Angelo, è giusto ribadire che, arrivando a fine ciclo, il videogioco in questione subisce involontariamente un confronto con tutti i giganti che lo hanno preceduto, specie quelli appartenenti allo stesso genere. A prescindere da come sia andata, bentornati in famiglia!

Lost Heaven è molto affascinante

Un caloroso benvenuto

L’inizio di Mafia Definitive Edition è un colpo al cuore: l’iconico filmato introduttivo fa il suo ritorno e regala un susseguirsi di sensazioni straordinarie, soprattutto quando l’inimitabile main theme alza il volume e si fa sentire. Non passano nemmeno cinque minuti e si comprende già la natura di questo lavoro: Hangar 13 ha mantenuto e trattato con rispetto l’intero plot originale, ma si è anche concessa libertà enormi che impreziosiscono e aggiungono spessore sia ai personaggi che al racconto.

Non sarebbe infatti un azzardo sostenere che, procedendo nella campagna, ci siamo trovati davanti alle più logiche e riuscite modifiche narrative che avessimo mai avuto il piacere di vedere. In lavori di questo tipo, specie se consci che la community sia molto affezionata al lavoro originale, si tende a non strafare troppo. Il team di sviluppo pare aver ignorato del tutto queste avvertenze: si è preso un enorme rischio, ma ha mandato a segno ogni colpo.

Modifiche a parte, come dicevamo si tratta comunque di un’opera rispettosa del materiale di partenza. La storia di Tommy ha sempre inizio nel cuore della notte e, durante una piccola pausa concessasi, succede l’impensabile: due tizi poco raccomandabili gli puntano una pistola alla testa, obbligandolo ad utilizzare il suo taxi per seminare due uomini appartenenti alla banda rivale. Thomas si ritrova invischiato in una situazione più grande di lui, ma non ha assolutamente tempo per fare delle domande e non è nemmeno il caso di porle.

Già da queste prime battute appare evidente l’ottimo lavoro di Hangar 13 nella caratterizzazione di strade e quartieri, che vanno a comporre una Lost Heaven bella come non mai, anche se il tempo per osservarla non è sufficiente. Alle nostre spalle ci sono infatti gli uomini di Morello, che dobbiamo assolutamente seminare prima di lasciarci la pelle.

Fortunatamente ci viene in aiuto un sistema di guida funzionale, il quale si presenta anche molto sfaccettatoCi sono due modalità disponibili: una incentrata sulla simulazione che vanta trasmissioni manuali e richiede un certo controllo del veicolo; un’altra che semplifica il tutto permettendovi di giocare in totale spensieratezza. Nel nostro caso abbiamo assolutamente preferito la simulazione, scoprendo un sistema di guida di qualità molto elevata.

Ci sono persino differenze molto tangibili tra una vettura e l’altra: dovremo imparare a conoscerle tramite l’uso. Le strade di Lost Heaven sono inoltre piene di opportunità di fuga, le quali vengono comodamente segnalate sulla minimappa: si tratta di piccoli cantieri stradali e rampe da sfruttare per seminare i propri inseguitori; utilizzarle darà il via a piccole sequenze d’intermezzo che ben si legano con le fasi di gioco.

I 50 veicoli presenti, tutti consultabili dal menu iniziale nella voce ”Autopedia”, includono anche diverse tipologie di moto appartenenti agli anni ’30, il cui sistema di guida, però, non ci ha entusiasmati allo stesso modo. Non sono pessime da guidare, sono più che altro meno raffinate e offrono una gestione delle collisioni parecchio rivedibile. In ogni caso si tratta di un’aggiunta piuttosto futile, poiché il grosso lo faranno le automobili, maggiormente rifinite nel sistema di guida e presenti in maggior numero.

La resa dei volti è molto convincente

L’elefante nella stanza

Smaltito l’entusiasmo iniziale e raccolta la mascella dal pavimento, Mafia Definitive Edition non impiega molto a scoprire il fianco. Non appena si entra in confidenza con…

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