Il ciclo arturiano è una fonte infinita di opere con cui vivere una delle leggende più influenti dello scenario classico o fantastico. L’abbiamo vista riproposta in tutte le salse e di certo vi aspettereste di trovare un’altra sua riproposizione nelle righe che seguiranno, seguendo quello è il titolo King Arthur: Knight’s Tale. Ma, credeteci, potrete mettere da parte qualsiasi preconcetto su Re Artù e i suoi cavalieri: il nuovo progetto di Neocore Games (ricordati per King Arthur, Le incredibili avventure di Van Helsing e il più recente Warhammer 40k Inquisitor Martyr) è una distorsione dark fantasy del ciclo, completamente unica sia come impostazione di trama che come gioco.

Grazie a un piccolo evento per la stampa in anteprima esclusiva, siamo riusciti a parlare con il team di sviluppo e a vedere un assaggio preliminare di ciò che ci aspetta nella loro visione di Camelot, la quale – a loro detta – fonde la Tavola Rotonda con XCOM. Il gioco però è ancora lungi dall’essere presentato al pubblico generale, infatti Neocore ha optato per un finanziamento tramite Kickstarter del progetto, comunque già costruito nelle sue basi, al fine di vedere come e quanto la community possa permettere a King Arthur: Knight’s Tale di evolversi oltre la sua visione di partenza.

Tutto inizia da una situazione catastrofica per il regno di Camelot, della quale però sappiamo ben poco al momento visto che il team di sviluppo non si è voluto sbilanciare troppo. L’ispirazione ad alcune trope dello scenario dark fantasy più classico è evidente, come i richiami alle foreste oscure o a demoni che fondono carne e metallo, ma più in generale è l’aria da negromanzia a farla da padrona in una missione in cui vestiremo i panni del famigerato Mordred.

Dopo aver ucciso Artù ed essere stato ucciso da lui, si ritroverà misteriosamente in vita in un regno distrutto popolato dagli incubi dello stesso Artù, scomparso verso le terre di Avalon. Lo scopo sarà quindi finire quello che si è iniziato: uccidere di nuovo Re Artù costruendo il proprio esercito di cavalieri infami per farlo.

Come vi comporterete, nei panni di Mordred, sarà a vostra totale discrezione e ogni scelta avrà delle conseguenze più che influenti, a partire dallo svolgimento della trama fino all’opinione dei cavalieri alleati. La narrativa ha quindi un grande peso per Knight’s Tale, ponendosi sicuramente come un gioco RPG-tattico, ma anche come un punto d’incontro tra il ciclo arturiano e la possibilità di modificarne il corso degli eventi (rivisitati, chiaramente).

Andando alla ricerca di Re Artù dovrete affrontare orde e orde di nemici in una serie di mappe dal design tutto diverso, combattendo di volta in volta contro schiere di nemici in un sistema a turni che richiama in ogni suo elemento l’impostazione di XCOM. Con più di 5 classi e 30 eroi a cui attingere, la vostra squadra dovrà sfruttare coperture, colpi d’opportunità, trappole e magie di ogni sorta per rispondere alle 7 fazioni nemiche che divoreranno le terre di Camelot.

Sfruttare eventuali debolezze elementali o fisiche, capire il terreno di gioco e organizzare le proprie tattiche sarà più che mai fondamentale in Knight’s Tale, come ci ha sottolineato il team di sviluppo ribadendoci più volte che la morte, nel loro titolo, è davvero permanente. Insomma, scuola Darkest Dungeon, soprattutto perché in tutta questa tattica entrano in gioco anche numerosi elementi da RPG come livelli, abilità da sbloccare, equipaggiamento da ottenere e altri sistemi che fanno delle cifre il loro vanto.

La strada verso Artù è lunga e pericolosa, d’altronde, e l’unico modo per affrontarla al meglio è quello di prestare attenzione a ogni passo, imparando dagli errori e dalle eventuali morti tra le partite. Ogni vostra campagna sarà sempre diversa a seconda di ciò che sceglierete di fare e quali missioni incontrerete sul vostro cammino, un elemento ormai base per ogni RPG che fa della morte una tematica cardine della sua esperienza.

Essendo però parte del ciclo arturiano, King Arthur Knight’s Tale sfrutta tutta l’importanza data al castello e alla Tavola Rotonda, garantendo a Sir Mordred e al giocatore di ricostruire l’ex regno di Artù e farlo proprio con nuove strutture e decorazioni con precise funzioni legate a stretto giro al gameplay. Chiaramente anche la famosa tavola sarà di centrale importanza nella gestione degli eroi e della loro fedeltà, se non per sedare eventuali traditori fin troppo attaccati al vecchio regnante.

Pane per i denti di tutti quei giocatori che cercano in questa tipologia di titoli una sfida accattivante e dalle condizioni spesso mutevoli, la cui gestione rimane solamente all’abilità di pianificazione del singolo. Come se non bastasse, a differenza di tanti altri titoli, arrivare a completare il “corpo principale” del…

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