Il creative director di God of War, Cory Barlog, ha espresso su Twitter un’opinione impopolare sul prezzo dei giochi next-gen.

A suo dire, i publisher farebbero bene ad aumentare il prezzo dei titoli, cosa che sarebbe già al vaglio di molteplici editori, come segnalato recentemente da una casa di rilevazioni.

Il primo caso accertato di aumento è stato quello di NBA 2K21 che, negli Stati Uniti almeno, sarà venduto alla cifra di $69,99 per PS5 e Xbox Series X contro i $59,99 richiesti per le versioni PS4 e Xbox One.

«I prezzi dei giochi devono aumentare», si legge in un tweet di Barlog in risposta alle lamentele di un suo follower.

«Preferisco un aumento iniziale del prezzo all’inferno di microtransazioni arraffasoldi che alcuni giochi sono diventati», ha aggiunto.

Per quanto sia mosso da un desiderio genuino, ovvero quella di evitare le microtransazioni, ci sembra improbabile che un gioco della franchise NBA 2K (per menzionare una serie dal rapporto problematico con gli acquisti in-game) abbia l’intenzione di rinunciarvi a fronte di un aumento di $10.

cory barlog hideo kojima

Cory Barlog (a sinistra) con Hideo Kojima.

Tuttavia, sembra proprio questa la direzione in cui si starebbe muovendo l’industria, su pressione di diversi esponenti illustri che ritengono il modello tripla-A sia diventato ormai insostenibile.

C’è chi pensa che i giochi dovrebbero durare di meno rispetto alle tendenze assunte durante questa generazione, e chi che dovrebbero aumentare i prezzi perché non lo fanno dai tempi dell’alba di Xbox 360 e PS3.

Le due cose non si escludono a vicenda, e di questo parere è l’ex presidente dei Worldwide Studios di Sony, Shawn Layden, che ha auspicato un ritorno al passato per quanto riguarda la produzione dei videogiochi.

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