L’avventura di Google Stadia non è finita, dato che il servizio esiste ancora, ma è impossibile non vederla in declino irrecuperabile.

Dopo una campagna marketing monumentale e promesse altisonanti, Google ha ufficialmente staccato la spina ai propri studi first-party, impegnati a sviluppare software esclusivi per la piattaforma cloud. Da qui in avanti, solo il supporto delle terze parti terrà in vita questa console/non-console.

Secondo quanto riportato da Jason Schreier di Bloomberg, Google avrebbe investito molto denaro in Stadia, specialmente per avere sulla propria piattaforma i più importanti titoli single-player del momento. Stiamo parlando di cifre dell’ordine delle decine di milioni di dollari, spesi per assicurarsi singoli giochi come Red Dead Redemption 2 e diversi titoli Ubisoft.

Non stiamo parlando di pagamenti per garantirsi l’esclusività, anche temporale, di questi titoli: Google ha pagato solo per avere dei porting sulla propria piattaforma. Una tecnica che poteva funzionare per i giochi più importanti ma, ovviamente, non supportabile sul lungo periodo.

Questi titoli prestigiosi dovevano servire ad attirare l’attenzione dei giocatori e dei futuri abbonati ma i risultati sono stati poco incoraggianti. Qui, in teoria, sarebbero entrati in azione i prodotti first-party degli studi Google ma, sfortunatamente, non avremo l’occasione di scoprirli.

Non conosciamo il futuro di Stadia da qui in avanti, ma è chiaro che Google non vorrà più spendere cifre esorbitanti per assicurarsi i porting dei prossimi tripla-A, a meno che essi non siano già tenuti in considerazione da sviluppatori e publisher.

Secondo voi, ci saranno altre uscite di peso su Stadia, oltre a quelle già confermate come Far Cry 6, oppure il servizio verrà tenuto in vita principalmente dagli indie?

Fonte: WCCFTech

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