Che fine ha fatto Dying Light 2? Il sequel dell’ottimo titolo rilasciato nel 2015 presso Techland sembrerebbe non passare un bel momento, tanto che secondo un nuovo report lo sviluppo potrebbe essere compromesso. Il tutto sarebbe dovuto dall’aria di malessere che sta circondando la compagnia polacca, la quale ha portato a diversi addii nel giro di pochi mesi. La situazione è assolutamente da monitorare, in quanto ci potrebbe essere la possibilità che il gioco non veda mai più luce, in ogni caso facciamo prima un passo indietro.

I combattimenti non sono così semplici
Dying Light 2

Era il lontano 2018, Techland dichiarò che era al lavoro sul secondo capitolo di Dying Light, opera apprezzata da pubblico e critica. Il gioco era previsto per la scorsa primavera ma, a causa della pandemia da COVID 19 che ha messo in ginocchio il mondo intero, il team di sviluppo ha deciso di rinviarlo a data da destinarsi. Quest’anno comunque non ci sono state notizie a riguardo, e questo ha fatto insospettire giornalisti ed appassionati. Il report pubblicato dai colleghi di The Gamer fornisce molte risposte a riguardo descrivendo in modo dettagliato tutti i problemi che sta riscontrando la società. Questo include estratti di dieci interviste ad ex dipendenti che hanno voluto tenersi in anonimato.

Le testimonianze condivise nel report affermerebbero che Techland abbia una ideologia “autocratica”, con una scarsa pianificazione e “una cultura del lavoro tossica che proviene dal vertice”. Tutto questo ha portato ad avere un impatto negativo sia sul morale dei lavoratori che sul flusso di lavoro stesso, il che ha portato di conseguenza difficoltà nello sviluppo di Dying Light 2. Stando al report molti dei problemi sono derivati dalla dura gestione dei vertici aziendali, capitanati dal CEO Pawel Marchewka. Secondo diverse fonti sia lui che i manager di Techland, rifiuterebbero costantemente le idee degli esperti dello studio causando così un blocco netto sulla produzione.

“Ogni volta che un esperto inizia a consigliare idee che non sono in linea con l’agenda del consiglio di amministrazione, viene lentamente isolato dal progetto e da tutte le responsabilità. Questo li porta ad andarsene o a finire di essere licenziati, per fare carriera in Techland quindi devi essere sottomesso!.” Secondo il rapporto solo negli ultimi due mesi almeno 20 dipendenti hanno lasciato l’azienda, una fonte dichiara che la trama di Dying Light 2 è stata riscritta “sei volte o giù di lì”. A causa di questa confusione un’altra dichiarazione afferma che non ha idea di come possa venire il prodotto finale. Il CEO si è comunque difeso dalle accuse dichiarando quanto segue. “Realizzare giochi è difficile ed è normale che a volte sia necessario cambiare posto di lavoro e cercare nuove sfide. Mi dispiace che alcuni nostri dipendenti ci abbiano lasciato e abbiano deciso di lavorare fuori da Techland, ma auguro a tutti il meglio”. Insomma, la situazione sembrerebbe essere alquanto problematica, vedremo in futuro se Dying Light 2 subirà il tutto sulla propria pelle.

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