È passato meno di un giorno dall’uscita ufficiale di Dragon’s Dogma 2, l’action-RPG di Capcom, e già sta ricevendo recensioni per lo più negative su Steam. La maggior parte di queste recensioni non critica tanto la qualità del gioco in sé, quanto piuttosto il fatto che Capcom abbia scelto di implementare un software anti-cheat e alcune microtransazioni.
Il gioco soffre di alcuni problemi di prestazioni su PC, come ad esempio fotogrammi sballati e crash, ma in realtà ciò che preoccupa i giocatori sono proprio le microtransazioni. Sui negozi vengono venduti singoli oggetti di gioco, come le Chiavi della prigione improvvisata, le pietre di Wakestones e l’Arte della Metamorfosi, che ti permette di modificare l’aspetto del tuo personaggio. Quest’ultima è importante, soprattutto perché l’unico modo per cambiare l’aspetto del tuo personaggio è acquistare l’Arte della Metamorfosi, che è un oggetto raro in Dragon’s Dogma 2. A parte questo, puoi decidere di avviare un file di salvataggio completamente nuovo, il che può essere di per sé un processo noioso, visto che il gioco non supporta i file di salvataggio multipli.

Vale la pena notare che anche le Wakestones e le Makeshift Gaol Keys sono considerate oggetti rari nel gioco e ottenerle è difficile. Nonostante si tratti di un gioco di ruolo a giocatore singolo senza elementi pay-to-win, l’implementazione di queste microtransazioni a pagamento può risultare piuttosto fastidiosa.
Sembra improbabile che Capcom rimuova questi oggetti dalla vetrina, e il danno è già stato fatto. Resta da vedere se la qualità del gioco – che è davvero alta; questo è un buon gioco – riuscirà a far sì che la gente si dimentichi gradualmente delle microtransazioni.

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