Il quinto capitolo canonico delle avventure di Dante fu uno dei figli nati da quella rinnovata ascesa che Capcom iniziò nel 2017 con la settima iterazione di Resident Evil. Cancellando con un colpo di spugna il reboot commissionato ai talentosi Ninja Theory, eccessivamente infamato da una fanbase poco incline a cambi radicali, il quinto Devil May Cry andava a toccare le corde nostalgiche dei fan, riprendendo l’esasperazione stilistica del terzo titolo e ampliando oltre misura le possibilità offerte dal combat system inserendo tre personaggi giocabili con altrettanti stili di gioco differenti. Devil May Cry 5 Special Edition, però, si spinge oltre e, seguendo il copione delle edizioni estese uscite per ogni capitolo un paio di anni dal loro rilascio originale, si presenta in forma smagliante sulle console di nuova generazione, con una nuova modalità orda, una velocità di gioco aumentata, inserimento del ray tracing, 4K, possibilità di raggiungere i 120 fps e, soprattutto, Vergil.

Il ritorno dei figli di Sparda

Per chi fra voi non avesse avuto modo di giocare ancora a Devil May Cry 5, l’albero demoniaco Qliphoth ha piantato radici nella città di Red Grave ma gli eventi del gioco si sono messi in moto prima di questa inquietante presenza, quando uno sconosciuto incappucciato ha strappato a Nero il Devil Bringer che, lo ricordiamo, aveva assorbito la spada Yamato alla fine di Devil May Cry 4. Mosso dal desiderio di vendetta, Nero raggiunge Dante nel cuore di Qliphoth: il leggendario cacciatore di demoni è stato assoldato dal misterioso V affinché recuperasse qualcosa all’interno dell’albero, ma il demone che li aspetta va oltre la loro immaginazione. Ferito e con la Rebellion in frantumi, di Dante, Lady e Trish si perdono le tracce, mentre Nero riesce a salvarsi. Ricade, dunque, su di lui il peso di sconfiggere il re dei demoni e preservare quanto resta di Red Grave, aiutato da V i cui scopi restano imperscrutabili.

Pur introducendo un personaggio aggiuntivo al roster, Devil May Cry 5 Special Edition non modifica alcun aspetto narrativo visto nel titolo originale. L’intreccio raccontato non brilla per originalità, lasciando a un fanservice esasperato il compito di intrattenere il giocatoreL’aggiunta di Vergil, per quanto importante in termini puramente ludici, non va a offrire una reale variazione alla trama, limitandosi a rimaneggiare alcune cutscene per inserire, in maniera analoga a quanto visto con le Special Edition del terzo e quarto capitolo, nella totalità delle missioni della storia principale. Resta comunque indubbio che la serie non abbia mai brillato per narrazioni complesse e stratificate, lasciando allo “stile e alle situazioni al limite del trash” l’arduo compito di sorreggere il brand. Resta comunque molto piacevole la visione, offerta da Itsuno, per il Dante di questo capitolo: un personaggio dalla spacconeria persistente ma smussata agli angoli. Un guerriero sgualcito da una vita che non gli ha concesso alcuno sconto, mai domo eppure al contempo stanco, intenzionato a mettere fine a una guerra che dura da troppo.

Pistole, bracia robotiche e Yamato

Il combat system di Devil May cry 5 Special Edition ripropone, ovviamente, lo splendido lavoro offerto dal titolo originale. I tre personaggi principali offrono diversi stili di gioco che si amalgamano perfettamente con le soluzioni di level design proposte dagli sviluppatori, garantendo, almeno nella prima metà dell’avventura, una varietà di situazioni davvero convincente. Nero, con la rimozione del Devil Bringer e l’implementazione delle braccia intercambiabili Devil Breaker, offre un gameplay ibrido e sperimentale, in grado di miscelare attacchi ranged, offensive ravvicinate e offrire uno stile di gioco meno complesso ma dannatamente divertente. Dante, con i suoi quattro stili e le diverse armi a disposizione, si conquista l’indiscussa posizione di maestro del combattimento e una conseguente stratificazione tutta da esplorare, prima di poterlo padroneggiare al meglio, e cominciare realmente a divertirsi.

V, invece, è l’elemento strategico di Devil May Cry 5 Special Edition. Una visione inedita, e sorprendente, che aggiunge quella diversità necessaria per variare sapientemente gli equilibri di gioco. Professatosi cacciatore di demoni ma privo di una propria capacità combattiva, questo misterioso evocatore si affida a tre demoni perché facciano il lavoro sporco per lui. Shadow e Griffon agiscono sempre in coppia, a ciascuno è demandato uno specifico pulsante per l’attacco, e godono di una serie di abilità che una volta sbloccate, e combinate assieme, li rendono inarrestabili, anche se bisogna trovare la giusta sinergia affinché i danni inflitti siano sensibili e continuativi. Oltre a essere però l’unico mezzo offensivo per V, sono anche la sua unica difesa e come tali vanno…

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