Se dovessimo chiacchierare di una delle esperienze più divisive nel corso del 2019 non potremmo che parlare di Death Stranding, l’atipico videogioco d’avventura diretto e realizzato dal Maestro Hideo Kojima, uno dei creativi più importanti nel settore dei videogiochi. Uscito in esclusiva su PlayStation 4 durante il mese di novembre, il gioco si appresta finalmente ad arrivare su PC grazie a 505 Games. Il titolo è subito divenuto oggetto di chiacchiera tra la community e la critica, tanto ad aver generato discussioni infinite sulle meccaniche di gioco e sulle tematiche affrontate, che con il senno di poi si sono dimostrate persino molto attuali.

Il gioco parla di un futuro distopico e post-apocalittico dove la Terra ha dovuto affrontare un fenomeno chiamato, per l’appunto, Death Stranding, che ha decimato la popolazione mondiale costringendo gli ultimi rimasti a costruire città sotterranee per chiudersi in quarantena al riparo da piogge temporali e dalle temibile CA, entità trappolate tra il mondo dei vivi e dei defunti. In tutto questo, un gruppo di persone chiamate Corrieri sono l’ultima speranza per l’umanità; le uniche in grado di trasportare beni di prima necessità come medicine e cibo tra le varie città presenti negli Stati Uniti e nel mondo. Tra questi, Sam Porter Bridges è una vera e propria leggenda, esperto nell’affrontare le CA e nel muoversi tra le terre desolate degli ormai ex USA.

Il suo destino lo guida ben presto a intraprendere un viaggio che lo porta a riunificare le città tramite una tecnologia chirale, la quale permette di poter produrre in completa autonomia prodotti utili alla sopravvivenza, oltre che comunicare e scambiarsi informazioni. In un mondo sempre più diviso, Sam Porter Bridges (Norman Reedus) è quindi l’unica speranza per “riconnettersi”, ma la strada da percorrere è lunga, tortuosa e piena di ostacoli, ma anche ricca di significato. Death Stranding è insomma una di quelle esperienze da giocare almeno una volta, non facile da comprendere, ma capace di regalare sensazioni, che in un periodo storico così complicato, non può che travolgere ed emozionare.

Se siete interessati a saperne di più sul gioco vi consigliamo la lettura della nostra recensione PS4 (sopra trovate la videorecensione), del nostro pezzo che parla di scienza e, solo nel momento in cui lo avrete finito, del nostro articolo che parla del finale.

Nel corso degli ultimi giorni abbiamo svolto numerosi test sul gioco nella sua versione PC, testando numerose configurazioni con impostazioni grafiche differenti. Il risultato è un titolo ottimizzato in maniera certosina, testimoniando un’eccezionale versatilità del DECIMA engine anche su PC. Di seguito vi mostriamo i nostri risultati ottenuti, approfittando nel contempo a consigliarvi alcune configurazioni ideali per godersi il gioco appieno.

I requisiti

Siamo già a conoscenza dei requisiti minimi per poter giocare a Death Stranding; ve li riportiamo qui sotto. Come potete vedere non c’è bisogno di un PC particolarmente potente per il primo titolo di Kojima Productions, a patto che ci si accontenti di giocare in HD (720p) o a 30 FPS: è sufficiente avere una RX 560 o una GTX 1050 con 3GB di memoria video, abbinati a un Intel Core di terza generazione o a un Ryzen di prima generazione.

720p  30 FPS720p 60 FPS1080p 30 FPS1080p 60 FPS
ProcessoreIntel Core i5-3470 / AMD Ryzen 3 1200Intel Core i5-4460 / AMD Ryzen 5 1400Intel Core i5-4460 o AMD Ryzen 5 1400 Intel Core i7-3770 o AMD Ryzen 5 1600
Scheda videoGTX 1050 3GB / Radeon RX 560 4GBGTX 1050 Ti 4GB / Radeon RX 570 4GBGeForce GTX 1050 Ti 4 GB o Radeon RX 570 4 GBGeForce GTX 1060 6 GB o AMD Radeon RX 590
Memoria RAM8GB8GB8GB8GB
Spazio su disco80GB80GB80GB80GB
Sistema operativoWindows 10Windows 10Windows 10Windows 10

I nostri risultati

Prima di iniziare occorre spiegare brevemente che cosa sia il DLSS di Nvidia per le schede grafiche Turing (tutte quelle RTX) e quali novità comporta il DLSS 2.0. Come ha spiegato Nvidia “Il DLSS ‘Deep Learning Super Sampling’ si affida a una rete neurale profonda per estrarre caratteristiche multidimensionali di una scena renderizzata e combinare in modo intelligente i dettagli da più immagini (frame) per costruire un’immagine finale di alta qualità. Questo permette alle GPU Turing di usare metà dei campioni (sample) per il rendering e di usare l’intelligenza artificiale per colmare l’informazione e creare l’immagine finale”. In breve si tratta di una tecnologia che abbassa la risoluzione, generando di conseguenza un upscaling di alta qualità per migliorare l’immagine. Un metodo che permette di avere giochi con performance più elevate, mantenendo la qualità visiva quasi invariata. In questo articolo potete approfondire.

Il DLSS 2.0 amplifica tutte le qualità della prima…

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