Un logo, un menù di gioco e poi la scritta: Cyberpunk 2077. Non lo neghiamo, siamo stati almeno mezz’ora fissi davanti allo schermo, strabuzzando gli occhi e pizzicandoci le guance. É tutto vero, dopo un’intera generazione videoludica passata ad attenderlo, il gioco dei ragazzi polacchi di CD Projekt RED è finalmente arrivato.

Sono passati ben otto anni da quel 19 ottobre 2012, giorno in cui l’ambizioso progetto videoludico venne annunciato, da quella data è molto probabile che alcuni di noi si siano sposati, abbiano messo su famiglia o raggiunto l’agognato traguardo di una laurea. Mentre le nostre vite procedevano regolarmente, a Varsavia, centinaia di persone lavoravano senza sosta per poterci regalare un sogno ad occhi aperti, una di quelle opere destinate a cambiare, per sempre, il mondo dei videogiochi.

Cyberpunk 2077 è questo: un ‘esperienza che ancora prima di uscire, è riuscita a catalizzare l’attenzione mediatica e del pubblico con una forza, e una visione, incontenibile, unendo la community di appassionati e andando a costruire un percorso d’attesa apparentemente infinito, esaltato soprattutto dal successo, meritato, di The Witcher 3 Wild Hunt.

Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:

Volente o nolente, l’opera mastodontica di Adam Badowski è già storia, con il suo nome che ha già impresso, senza saperlo, un solco importante nella storia videoludica. A prescindere da tutto, il gioco riesce proprio in questo intento, trasformando l’ambizione in un obbiettivo perfettamente centrato e donandoci una delle migliori avventure di ruolo dell’anno e della generazione.

Cyberpunk 2077

Anno 2077. Il mondo è stato sconvolto da una guerra nucleare e da continue crisi economiche, che hanno irrimediabilmente spinto le persone a vivere nella povertà, arrendendosi a un futuro senza aspettative.

In tutto questo, un’oasi di relativa pace chiamata Night City, brilla come una luce di speranza nella California del Nord. Si tratta dell’ultima grande megalopoli, l’ultima via di fuga da una vita destinata al fallimento, nonché l’ancora di salvezza per chi cerca un ultimo nuovo inizio.

I personaggi sono tutti scritti divinamente

Tutte le più grandi aziende tecnologiche, industriali e mediche sono situate proprio nella soprannominata Città dei Sogni, ideale per trovare tutto ciò che si cerca, dal lavoro, al divertimento, fino all’ultimo potenziamento cibernetico.

L’alta densità di popolazione, però, rende Night City estremamente sovrappopolata e, di conseguenza, immersa nella criminalità organizzata, dove gang, società corporative e gruppi religiosi, si danno continuamente guerra nelle strade cittadine.

La gente cerca quindi di sopravvivere prostituendosi, donandosi ad esperimenti Cyberware o trasformandosi in sicari e ladri.  C’è anche, però, chi cerca di costruirsi una reputazione e divenire una vera e propria leggenda…stiamo parlando di V, il protagonista di Cyberpunk 2077.

Il personaggio è completamente personalizzabile

Il passato di questo personaggio dipende dalla classe sociale che si decide di abbinargli, potendolo trasformare in un Corporativo, un Nomade, oppure un Ragazzo di Strada. A seconda della scelta, V partirà da un luogo diverso della mappa e avrà scelte di dialogo esclusive in base alle situazioni proposte. C’è da sottolineare che la storia è, e rimarrà, univoca per tutte le classi, differenziandosi unicamente nel prologo e negli accadimenti che porteranno, il protagonista, a incontrare il suo socio: Jackie Welles.

V è, ovviamente, personalizzabile da cima a fondo, attraverso uno degli editor più completi mai visti in un videogioco di ruolo. Sesso, genitali, occhi, capelli, attributi; tutto è completamente personalizzabile, dandovi l’opportunità di creare il personaggio dei vostri sogni e potervi immergere, al meglio, all’interno dell’avventura.

Wake Up, Samurai…

Dal punto di vista narrativo ci limitiamo a raccontarvi il contesto già più volte espresso da CD Projekt RED: V, insieme al suo Choomba Jackie Welles, viene incaricato di rubare un chip estremamente importante, che si rivela ben presto contenere il costrutto di Johnny Silverhand (interpretato, come ben saprete, da Keanu Reeves). Quest’ultimo, oltre ad essere il cantante di una prestigiosa band Rock, è anche un rivoluzionario, deciso più che mai a vendicarsi della corporazione che lo ha eliminato diversi anni prima.

Da qui in avanti la storia è un susseguirsi di momenti esaltanti, alcuni anche decisamente adrenalinici. Non siamo dinanzi a un racconto che punta ad emozionare, limitandosi a convincere con una scrittura di altissimo livello e personaggi capaci di spiccare per carisma e rappresentazione artistica. Non per altro Johnny Silverhand si dimostra ben presto un personaggio dalle mille sfaccettature e, certamente, uno dei più riusciti…

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