In vista della promozione per l’uscita di Crudelia al cinema, l’organizzazione per il trattamento etico degli animali nota come PETA chiede alla Walt Disney Company di aggiungere un messaggio sull’adozione degli animali.

Anche se non siamo più negli anni ’90, non è detto che non si possa ripetere ciò che è già successo in passato. Per questo, in vista della promozione del nuovo live-action Crudelia. con Emma Stone l’organizzazione sui diritti degli animali PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) ha avanzato una richiesta alla Walt Disney Company: far in modo di promuovere l’adozione degli animali

Ma perché abbiamo tirato in ballo gli anni ’90? Perché come ricorda anche CinemaBlend, quando nel 1996 uscì nelle sale il film con Glenn Close (e poi il sequel nel 2000), si registrò un’impennata di adozioni, in particolare di cani dalmata, alla quale tuttavia seguì poco dopo anche un aumento degli abbandoni di questi animali.

Se ci pensate un attimo, la richiesta dell’organizzazione non è poi così fuori luogo: dopotutto, non si tratta tanto di lamentele nei confronti dei valori trasmessi dal film – nei giorni scorsi ve ne sono state parecchie a tal riguardo, con utenti del web e critici che si sono scagliati contro Disney accusando la compagnia di voler far simpatizzare lo spettatore con un villain imperdonabile tramite la sua origin story (un po’ come successo già con Maleficent) -, quanto di chiedere a una multinazionale i cui prodotti hanno una grande influenza e un forte impatto sul pubblico di aiutare a promuovere un messaggio positivo, tanto più accompagnando quello che può essere definito “un personaggio eccellente per dare l’esempio di come indossare pellicce vere sia una cosa sbagliata“.

Insomma, si tratta di sfruttare al meglio l’opportunità fornita da un film come Cruella che avrà di certo una grande visibilità, a prescindere dalla ricezione critica che poi ne seguirà, e di trasformarla in un’occasione per fare un’opera buona per i nostri amici animali, e anche per noi stessi. Perché quale compagno può mai essere più fedele di uno a quattro zampe?

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