Captain Tsubasa: Rise of the New Champions era riuscito a creare sin da subito attorno a sé un alone di grande interesse, di grandi aspettative e ovviamente di profonda nostalgia. D’altronde Holly & Benji, così come è noto da noi in Italia, è stato tra gli anime più amati di sempre, non solo da una generazione: il suo ritorno, grazie al remake prodotto pochi anni fa, non ha fatto altro che aumentare l’interesse generato intorno a quello che è un brand dalla potenza inaudita, soprattutto in Giappone. Poter avere finalmente un titolo arcade incentrato sul calcio sembrava come poter prendere una boccata d’aria e di divertimento, salvo poi rendersi conto di aver settato troppo in alto l’asticella delle aspettative. Vi raccontiamo, quindi, cosa non ci ha convinto in Captain Tsubasa, che riteniamo una grandissima occasione persa.

Il Viaggio di Tsubasa

Come abbiamo già detto, Captain Tsubasa poteva essere una grande occasione, uno scatto verso una nuova proposta videoludica per il mondo del calcio. Distaccandosi da quella simil-simulazione proposta da Fifa e da PES, concentrandosi su un arcade puro, fatto e finito, Bandai Namco poteva arrivare a proporre un prodotto fresco, innovativo, ripartendo magari da quelle solide basi che Dream Team, il titolo gacha mobile disponibile da oltre due anni, aveva già abilmente posto. Eppure Tamsoft, la software house che si è preoccupata dello sviluppo di Captain Tsubasa, ha realizzato un prodotto che lascia quasi stupiti da quanto sia dozzinale nel gameplay e per niente approfondito.

A salvare l’intera baracca ci pensa, per fortuna, la resa dell’aspetto narrativo. Come era già noto grazie alle anteprime e da questo periodo di pre-lancio che ci ha accompagnato sin dal primo annuncio a gennaio, oltre alle canoniche modalità di sfida in locale e online, Captain Tsubasa ci offre una vasta esperienza, della durata di circa venti ore, con la modalità storia, nota come Il Viaggio. Un chiaro riferimento a quel The Journey che lo stesso Alex Hunter aveva vissuto nella sua trilogia di Fifa. A sua volta la modalità storia si dividerà in due capitoli: Episodio Tsubasa ed Episodio New Hero. Per quanto riguarda il primo andremo a intrecciare la linea narrativa che vede Tsubasa impegnarsi nel torneo delle scuole medie, approcciando per la prima volta alcuni degli iconici giocatori giapponesi, dai gemelli Tachibana fino a Hyuga, passando per Soda e Jiro, senza dimenticare Nitta e Misugi. Il primo capitolo servirà anche e soprattutto per apprendere al meglio alcune meccaniche di gioco, lanciandoci in una serie di tutorial che si susseguono e andando così a esplorare al meglio le sterili e davvero banali proposte ludiche per arrivare alla vittoria finale.

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L’Episodio Tsubasa ci permetterà di controllare esclusivamente il team della Nankatsu, la scuola di Tsubasa, e graficamente attinge a piene mani dal remake distribuito nel 2018, che ci ha permesso di tornare a vivere le gesta di Holly & Benji con uno stile più ripulito e innovato. Dimenticatevi quindi di vivere le prime fasi di sviluppo di Ozora, perché il Torneo delle Elementari non è tra le proposte narrative inserite in Captain Tsubasa, Genzo è già partito per la Germania e l’obiettivo è conquistare il terzo torneo giovanile consecutivo. Attraverso, quindi, degli eventi animati che andranno a raccontare alcune situazioni scriptate, tanto per avvicinarci sempre di più ai personaggi topici del manga quanto per presentarci le tecniche che già ben conosciamo, il primo capitolo de Il Viaggio procede alla conclusione in qualche ora, tanto da condurci alla vittoria finale e lanciarci in quello che è il cuore, poi, della modalità single player.

In Episodio New Hero, infatti, avremo la possibilità di andare a costruire il nostro giocatore, una giovane promessa del calcio del Giappone. Seguendo un po’ quelle che sono le tracce di tutte le altre carriere in single player dei giochi di calcio, ci ritroveremo a creare il nostro avatar e collocarlo in una delle scuole a nostra disposizione. Usando come tappeto narrativo World Youth e Road to 2002, ci ritroviamo nel segmento narrativo durante il quale le varie squadre delle scuole medie si ritrovano a partecipare a una competizione americana dalla quale verranno selezionati i migliori giocatori del mondo, pronti a vestire poi la maglia della nazionale del Sol Levante.

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Da qui, quindi, vi ritroverete a compiere il vostro cammino, con l’obiettivo di diventare il nuovo campione del Giappone, interagendo con tutti i ben noti beniamini di Captain Tsubasa. A differenza di quanto accaduto nel primo capitolo, New Hero diventa molto ruolistico nella sua proposta, andando a metterci dinanzi a dei dialoghi a scelta multipla, ma soprattutto dinanzi alla necessità di sviluppare il nostro stesso atleta: oltre a stringere amicizia con gli altri atleti, andrete anche a collezionare i Punti Giocatore, fondamentali per…

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