Manca meno di un mese al lancio mondiale di Call of Duty Black Ops Cold War e con questa prima fase di beta disponibile su PS4 abbiamo potuto farci un’idea di alcune mappe e modalità che ritroveremo nella versione finale del gioco il 13 novembre, più tutti i dovuti aggiustamenti che le sessioni di prova stanno mettendo in evidenza. Le differenze con l’alpha sono state percepibili fin da subito sia per quanto riguarda la stabilità di rete che per la maggiore fluidità e velocità di movimento che conferma lo stile più “arcade” delle produzioni Treyarch. Se nel primo incontro con il nuovo shooter di Activision i gesti sembravano un po’ ingessati e ancora lontani dalla miglior forma, dopo la beta si inizia a intravedere maggiormente la mano dello studio di Santa Monica. C’è ancora del lavoro da fare ma non si può certo dire che non ci sia da divertirci in questo Call of Duty Black Ops Cold War.

Chi si aspettava un gioco di totale rottura rispetto a Modern Warfare dovrà mettersi l’anima in pace. Il successo del soft reboot e della modalità Warzone – che verrà portata avanti in Black Ops anche se ancora non abbiamo tutti i dettagli – non può essere messo in discussione e pertanto sarebbe sciocco non prenderne alcuni elementi chiave per adattarli a questa nuova iterazione del franchise. Tuttavia, Cold War è, nella sua essenza, un titolo con un approccio diverso dal gioco di Infinity Ward e tanto basta per differenziarlo pad alla mano. Lo scorso anno la parola chiave è stata realismo che Infinity Ward ha cercato di ottenere mescolando insieme un pregevole feedback delle armi, mappe più complesse con molti punti d’attenzione, un ritmo di gioco meno frenetico ma comunque veloce e un time to kill relativamente basso che puniva i posizionamenti errati.

Treyarch ha scelto invece di semplificare alcuni di questi aspetti tornando a un design a tre corsie delle mappe più immediato da leggere, a un ttk che mediamente si può collocare tra Black Ops 4 e Modern Warfare – quindi con tutte le possibilità di reagire a uno scontro – e andando a incidere sul flusso di gioco rimuovendo lo sprint tattico e il mounting dell’arma per sbirciare dalle coperture; al loro posto uno sprint iniziale per poi procedere a una velocità sostenuta e una scivolata più marcata per giocate aggressive. Cold War si presenta come un gioco più frenetico, scelta che potrebbe non essere vista di buon occhio, o persino essere considerata un grande passo indietro, da chi ha apprezzato la proposta multigiocatore di Modern Warfare. Chi invece non è mai stato completamente rapito dal gioco del 2019, forse ritroverà in Cold War gli ingredienti giusti per un gameplay loop magnetico. Insomma, anche quest’anno Call of Duty farà parlare di sé e sapremo in che misura solo in sede di recensione.

Una cosa vecchia, una nuova, una prestata

La funzione Crea una classe ritorna anche in Black Ops Cold War ma senza il sistema Pick 10 che aveva caratterizzato alcuni capitoli precedenti. La scelta del proprio arsenale di supporto si compone di un’arma primaria, una secondaria, granate letali e tattiche, potenziamenti da campo, perk, il ritorno delle wildcard, scorestreaks a sostituire le killstreaks e non poteva mancare l’armaiolo preso in prestito da Modern Warfare, aggiunta che sinceramente ci fa solo che felici perché ci permette di sperimentare diversi loadout. Sulla carta è tutto molto promettente ma la vera sfida sarà il bilanciamento che determinerà se ci sarà un appiattimento in termini di scelte o premierà la varietà.

Cold War ci accoglie quindi con elementi familiari che si esplicitano anche nelle playlist “core” dove troviamo i classici Team Deathmatch, Uccisione confermata e Dominio, ma è nelle nuove modalità Scorta VIP, Dominio Armi Combinate e Assalto Armi Combinate che abbiamo passato la maggior parte del tempo di questa beta. Pur non avendole potute provare ancora, sappiamo che torneranno anche Cerca e distruggi e Controllo da Black Ops 4, mentre sarà giocabile prossimamente Team d’assalto – modalità a 40 giocatori – nella sua variante Bomba Sporca.

Dominio Armi combinate abbiamo imparato a conoscerla durante l’alpha sulle mappe Armada e Crossroads, l’unica differenza principale della beta è la messa in rotazione della mappa Cartel. Si tratta niente più che di un Dominio su larga scala dove gruppi di 12 giocatori cercano di contendersi le zone sparse nella mappa potendo contare, a seconda del luogo, su carri armati, motoslitte o cannoniere per percorrere lo spazio o creare un vantaggio tattico. Tra tutte le modalità continua a essere quella che ci convince di meno, un po’ perché mappe come Croosroads sono dispersive per un numero così esiguo di giocatori e un po’ perché manca del tutto l’approccio tattico derivante da classi e ruoli ben definiti in combattimento, inoltre si rientra immediatamente dopo essere stati uccisi…

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