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Gioco arraffa senza permesso i brani di Zelda: Ocarina of Time, ma riesce comunque a uscire su Switch

Gioco arraffa senza permesso i brani di Zelda: Ocarina of Time, ma riesce comunque a uscire su Switch

Se c’è una compagnia alla quale generalmente niente sfugge, quando si tratta di sfruttamenti delle sue proprietà intellettuali, quella è Nintendo. L’azienda di Kyoto è sempre molto attenta anche per quanto riguarda i progetti dei fan che si appoggiano all’immaginario e alla nomea delle sue saghe storiche, il che rende ancora più sorprendente che su Nintendo eShop per Nintendo Switch sia comparso Final Sword.

Gioco arraffa senza permesso i brani di Zelda: Ocarina of Time, ma riesce comunque a uscire su Switch

Questo titolo, pubblicato da HUP Games e adattamento di una precedente release su cellulare, promette di essere in gioco di ruolo d’azione ed è venduto a 15,90 euro.

C’è, però, solo un piccolo problema: gli appassionati si sono accorti che presenta al suo interno la ninna-nanna della principessa Zelda da The Legend of Zelda: Ocarina of Time, come testimoniato da questo video.

Probabilmente l’idea era quella di omaggiare lo storico classico di Nintendo, ma ora che la cosa è venuta fuori ci sono invece ottime possibilità che questa scelta costi la rimozione del gioco da eShop, a causa dell’uso non autorizzato di asset di proprietà della casa di Kyoto.

Vediamo se ci saranno novità nelle prossime ore e se Nintendo si muoverà di conseguenza.

Fonte: GoNintendo

Se volete recuperare l’eccellente The Legend of Zelda: Ocarina of Time, ora potete farlo approfittando di un prezzo speciale.

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PS5: la sua attesa condanna PS4?

PS4

La data d’ingresso alla tanta attesa next-gen è sempre più vicina e per alcuni sorge spontaneo interrogarsi sulle sorti di PS4. Che ne sarà della nostra compagna di svago? È meglio che cominci a preparare le valige? Come sapete, quando una console si avvicina alla fine della sua “vita” produttiva, sarà inevitabilmente vittima di un calo di acquisti e sarà svenduta a prezzi concorrenziali.

In realtà, però, la cara PS4 non sembra affatto esser destinata scomparire rapidamente dalle scene. In passato, si è verificato lo stesso con la produzione di PS3, cessata solamente nel 2017 – ovvero dopo quattro anni dal debutto di PlayStation 4. Quest’ultima è stata rilasciata a novembre 2013 e ha venduto oltre 100 milioni di unità nell’arco dell’attuale generazione videoludica. Inoltre, si stimano 41,5 milioni di utenti abbonati ai servizi online. Inoltre, si contano oltre 110 milioni di PS4 in giro per il mondo, una console che è stata molto apprezzata dai videogiocatori, configurandosi come campionessa di vendite.

PS4

Proprio per questo motivo, per riuscire a garantirne una distribuzione adeguata è necessaria una produzione efficiente. Esiste, infatti, un grande edificio alla periferia di Kisarazu, In Giappone, gestito da Sony Global Manufacturing & Operations (SGMO) e in cui decine di robot sfornano senza sosta una console PS4 ogni trenta secondi. Più precisamente, ci sono ben 32 robot prodotti da Mitsubishi Electric, che si occupano del montaggio vero e proprio. L’intera linea è lunga 31,4 metri e vi operano solamente quattro persone. In particolare, due posizionano le schede madri e altre due concludono il processo, impacchettando le console. Invece, dei 32 robot citati in precedenza, ben 26 di essi sono in grado di maneggiare abilmente diversi materiali – operando meglio di tantissimi altri tipi di robot. Ad esempio, sono in grado di collegare ottimamente alcune tipologie di cavo, che richiedono un delicato lavoro da parte del robot, che necessita di un braccio per sostenere il cavo e un altro per attorcigliarlo – operazione che può sembrare semplice per un essere umano, ma che risulta estremamente complessa per un robot.

Il General Architect di SGMO, Hiroyuki Kusakabe, afferma d’aver creato “delle linee di produzione redditizie”, al fine di abbassare i costi di produzione, visto che la PS4 è inevitabilmente destinata ad un calo delle vendite con il debutto di PS5. Come si evince, però, non si parla di arresto per il momento. Sin dal 1994, la PlayStation di Sony ha conquistato centinaia di milioni di fan in tutto il mondo. Perciò, non abbiamo dubbi e sappiamo che sarà in grado di accompagnarci al meglio nella prossima avventura, valorizzando al meglio il patrimonio di cui possiamo ancora beneficiare.

In attesa di PS5, possiamo ancora divertirci con PS4. Potete acquistare PS4 Slim su Amazon ad un ottimo prezzo, oppure usufruire di questa fantastica offerta se desiderate acquistare una PS4 Pro, disponibile anch’essa su Amazon. Non perdetevele!

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I Romero sul crunch nei videogiochi: ci fa perdere persone di talento

I Romero sul crunch nei videogiochi: ci fa perdere persone di talento

Il crunch è uno dei problemi che purtroppo non smettono di affliggere l’industria dei videogiochi. Con questa espressione si fa riferimento alla pratica di sottoporsi a orari massacranti per consegnare entro scadenze evidentemente mal calcolate i progetti. Il risultato è che ci sono sviluppatori che finiscono con il vivere la vita letteralmente in ufficio, perché gli viene chiesto di farlo o perché sentono il dovere di farlo e i loro responsabili non evitano che accada.

In questo circolo – che stiamo semplificando in questa sede, ma che abbiamo approfondito debitamente ai tempi del caso Red Dead Redemption 2 e, di recente, anche per il caso The Last of Us – Part II, anche se sono solamente due di un elenco infinito ed estremamente più lungo che coinvolge autori da ogni parte del mondo – il rischio è quello di perdere per strada dei talenti, che preferirebbero levare le tende e dedicarsi ad altro, piuttosto che rischiare di compromettere la loro salute, secondo Brenda Romero.

La celebre designer, intervistata dai colleghi di IGN USA, ha spiegato che il tema è estremamente complicato, ma anche molto importante. «Lo scenario migliore è sempre quello in cui sei tu a essere in controllo del tuo destino» ha spiegato l’autrice, durante una chiacchierata che ha coinvolto anche John, insieme al quale sta lavorando a Empire of Sin. «I videogiochi sono un’arte imperfetta. Se qualcosa richiede quaranta giorni di lavoro, invece dei trenta che avevi messo in conto, è vitale avere un margine che consenta di dirti ‘sarà pronto quando sarà pronto’.»

I Romero sul crunch nei videogiochi: ci fa perdere persone di talento

La postazione di Brenda Romero in smart working, condivisa online dall’autrice

 

La questione, ovviamente, si fa molto più complicata quando entrano in gioco titoli che hanno già aperto i pre-ordini, fa notare Romero, perché «se finisci con il superare quella finestra specifica, va a finire che devi rimborsare tutti. Ci sono anche delle ripercussioni finanziarie.»

Il problema, però, è in qualche modo da affrontare, e Brenda Romero non lo nasconde, avendo subito lei stessa orari massacranti:

Mi sono trovata in situazioni in cui lavoravo tutti i giorni, per dodici ore al giorno, per nove mesi di fila. È fuori di testa. Nessuno potrebbe reggere una roba simile.

Proprio questo tipo di cultura del lavoro rischia di far perdere per strada dei talenti che invece darebbero un grosso apporto alle visioni del videogioco: «alla fine, penso che sia questo che porta alcuni sviluppatori a dire ‘non ne vale la pena, ci sono altri modi per farlo, si possono fare soldi in altri modi, e c’è un modo migliore di vivere’. Ed è un vero peccato, perché così finiamo con il perdere delle persone davvero ottime per l’industria.»

Ricorderete, ad esempio, il caso di Amy Hennig, che dopo aver detto addio a Naughty Dog definì insostenibili i ritmi dell’industria AAA – che prima o poi sarà costretta a fare i conti con i costi umani delle sue produzioni.

Fonte: IGN USA

John Romero è autore originale della celebre serie Doom, divenuta un’icona dei videogiochi e tutt’oggi fiorente. Potete portare a casa la più recente uscita, Doom Eternal, a un prezzo speciale.

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Monitor gaming HP Serie X in sconto del 29% su Amazon

Monitor gaming HP Serie X in sconto del 29% su Amazon

Avere un buon monitor che dia risalto alle immagini dei vostri videogiochi preferiti è fondamentale, per godere di un’esperienza di gaming all’altezza delle vostre aspettative. Il monitor a cui decidete di affidarvi è letteralmente la vostra finestra sul mondo del videogioco che avete intenzione di giocare, motivo per cui si tratta di una scelta da non fare sottovalutandone la portata. A tal proposito, segnaliamo ai lettori di SpazioGames che sono in cerca di una soluzione di qualità per giocare in full HD il monitor gaming HP 25x, ora proposto in offerta su Amazon.

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Questo monitor da 25″ con risoluzione 1920 x 1080 è ideale per giocare anche su console come PlayStation 4, Xbox One o Nintendo Switch, oltre che su PC, essendo dotato di una porta HDMI. A farne un’ottima soluzione sono il tempo di risposta di solo 1 ms, che rende di fatto inesistente la latenza – ossia il momento in cui premete un tasto e quello in cui l’azione viene eseguita sullo schermo; inoltre, il monitor vanta un refresh rate di 144 Hz, il che lo rende ideale per farvi godere al massimo dei frame rate più alti dei vostri giochi preferiti. Si tratta di una frequenza estremamente all’avanguardia, che aggiorna l’immagine sullo schermo per 144 volte al secondo, offrendo così movimenti su schermo il doppio più scorrevoli rispetto allo standard.

A ottimizzare ulteriormente l’esperienza di gioco è il supporto alla tecnologia AMD FreeSync, che rende ancora più fluida l’esperienza di gaming, senza latenza e sfocature dovute al passaggio da un frame all’altro. Sottolineiamo anche che HP 25x vanta una modalità con ridotta emissione di luce blu, il che significa che stancherà meno la vostra vista anche durante le sessioni di gioco più lunghe, e ha un pannello con cornici ridottissime completamente orientabile all’indietro o in avanti, senza che l’inclinazione comprometta l’angolo di visione.

Normalmente venduto a 279,99 €, il monitor è in sconto del 29% su Amazon e, per un periodo di tempo limitato, avete l’opportunità di comprarlo a 197,98€. Vi raccomandiamo di affrettarvi prima che si esaurisca.

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I battle royale? Sono un tipo di deathmatch, non il futuro degli shooter, per John Romero

fortnite

Il successo di videogiochi come PUBGFortnite, ha indicato una direzione importante ai titoli competitivi online: data la loro grande popolarità, infatti, abbiamo visto sia titoli venire concepiti appositamente con l’idea di ruotare intorno alla battle royale – come è ad esempio il caso dell’appena annunciato Hyper Scape di Ubisoft – sia altri aggiungere al loro arco anche la freccia della battaglia reale, come Call of Duty.

Significa, insomma, che gli shooter, in prima o terza persona che siano, si sono ormai tramutati in battle royale? Non secondo John Romero. Intervistato dai colleghi di IGN USA, lo storico fondatore di id Software e autore di Doom ha spiegato di ritenere i battle royale non il futuro degli shooter, ma più semplicemente una categoria specifica di deathmatch.

fortnite

Nelle parole dell’autore:

Si tratta di un’altra modalità di deathmatch. Non è che si tratti di un nuovo tipo di sparatutto: è uno sparatutto. Semplicemente, ti trovi in una mappa più grande, ci sono molte più persone e la sfida si conclude entro un tempo specifico. Praticamente è un insieme di belle regole per un deathmatch.

Questo significa che, nella visione di Romero, per il futuro ci sarà ancora spazio per gli shooter che vorranno fare diversamente le cose, senza guardare necessariamente al modello della competizione online con la battaglia reale.

Fonte: IGN USA

Se siete amanti di Fortnite e volete portare a casa gadget dedicati al titolo di Epic Games, potete trovarne numerosi a prezzi d’occasione.

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PS5 e Xbox Series X: i giochi costeranno 10$ in più?

Xbox Game Pass su PC

Siamo tutti elettrizzati per la prossima generazione videoludica, ma non sappiamo ancora quanto la next-gen peserà alle nostre tasche. Nelle ultime settimane, i videogiocatori avanzano numerose ipotesi circa il possibile prezzo delle prossime PS5 e Xbox Series X, perciò, è inevitabile temere che giochi saranno più costosi.

Ciò che i videogiocatori temono, infatti, è che ci sarà un aumento di 10$ rispetto all’attuale prezzo dei giochi e non sarebbe nemmeno un’ipotesi totalmente da escludere. A tal proposito, se facessimo un salto nel passato, potremmo ricordare che nel 2005 un gioco ci costava circa 60$. Nel corso del tempo, la maggior parte dei giochi sono passati da 60$ a 70$ – il prezzo medio che attualmente paghiamo per un videogioco. Il motivo è che i costi sono aumentati drasticamente nel corso delle ultime generazioni e per sostenerli è stato necessario aumentare le entrate. La logica, ci porta a pensare che ci sarà un aumento di 10$ anche nel caso di PS5 e Xbox Series X.

Xbox Game Pass su PC

Eppure, questa volta, ci sono una serie di motivazioni per cui sarebbe plausibile che i giocatori rifiutino questa eventualità. Stando a quanto scrive Paul Tassi su Forbes, infatti, i motivi sarebbero i seguenti:

  • Prima di tutto, siamo molto vicini al passaggio alla distribuzione di giochi puramente digitale, con una console PS5 priva di un’unità disco già dal lancio – che, probabilmente, sarà la versione più economica e si immagina essere anche il modello più popolare;
  • molti giocatori si sono ormai abituati a giochi immensi, che costano molto meno di 60$ o che sono addirittura completamente gratuiti – stiamo parlando di giochi come Overwatch oppure i free to play come Fortnite, League of Legends o Warzone. Perciò, Chiedere alla persone di pagare 70$, alla luce di tutto ciò, sembra impensabile;
  • inoltre, esistono le microtransazioni e i DLC come forme alternative di guadagno. Pensiamo ad un gioco come Destiny 2, che è stato lanciato a 60$, ha successivamente avuto due DLC da 15$ l’uno, due espansioni da 40$ e sei stagioni al prezzo di 10$.
  • infine, stiamo assistendo alla nascita e alla diffusione sempre maggiore di servizi in abbonamento come Xbox Game Pass che offrono titoli nuovi di zecca ad un prezzo incredibilmente modesto, considerando che basta avere un abbonamento mensile. Esattamente come sta accadendo con la distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento a pagamento – come Netflix, Disney Plus, ecc.

Per tali motivi, sarebbe difficile pensare che un eventuale aumento dei prezzi su PS5 e Xbox Series X sia giustificato o rappresenti una buona idea dal punto di vista del marketing. Ci sono troppe opzioni nettamente più economiche o, addirittura, gratuite nel mondo videoludico in questo momento. Dunque, questa scelta potrebbe configurarsi come altamente controproducente.

In attesa della next-gen, possiamo ancora divertirci con PS4 e Xbox One, entrambi disponibili e acquistabili su Amazon ad un ottimo prezzo. Non perdetevele!

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X-Men: Ryan Reynolds fa irruzione nella reunion online del cast del film

X-Men: Ryan Reynolds fa irruzione nella reunion online del cast del film

La star di Deadpool, Ryan Reynolds si è simpaticamente intrufolato in una rimpatriata online del cast dei film degli X-Men alla quale hanno partecipato Hugh Jackman e Patrick Stewart.

Gli X-MEN al completo

Gli X-MEN al completo

Ryan Reynolds si è simpaticamente intrufolato in una reunion online del cast dei film degli X-Men. Diversi attori del franchise mutante, tra cui Hugh Jackman, Patrick Stewart, Halle Berry e Famke Janssen, si sono riuniti per un video che doveva promuovere l’imminente concerto di beneficenza Global Citizen: United For Our Future. Una simpatica conversazione tra amici che, complice l’irruzione dell’attore canadese, si è trasformata in qualcosa di surreale. Potete vedere il video qui sotto:

Ryan Reynolds e le sue spade in una scena di X-Men - Le origini: Wolverine

Ryan Reynolds e le sue spade in una scena di X-Men – Le origini: Wolverine

La presenza di Ryan Reynolds era chiaramente prevista, e ha generato momenti memorabili come il progressivo abbandono della chat da parte degli altri attori, tra cui James McAvoy che ha affermato di doversi incontrare con il cast di Split (dove il suo personaggio ha 24 personalità diverse). Alla fine è rimasto solo Hugh Jackman, impegnato da anni in un conflitto posticcio con Reynolds sui social, e si è palesato anche Liev Schreiber, trasformando l’evento in una mini-reunion di X-Men – Le origini: Wolverine, generalmente considerato il lungometraggio meno riuscito del franchise.

Patrick Stewart in una scena di X-MEN

Patrick Stewart in una scena di X-MEN

Tutto questo è avvenuto mentre è dietro l’angolo il ventennale del primissimo X-Men, uscito nei cinema americani il 14 luglio 2000 (in Italia arrivò il 27 ottobre dello stesso anno). Da quel film è nato un franchise che ha generato diversi successi per la 20th Century Fox, tra cui X-Men: Giorni di un futuro passato e Deadpool, dove Reynolds interpreta l’omonimo mercenario.

Il filone principale della saga mutante della Fox si è concluso lo scorso anno con X-Men: Dark Phoenix, mentre non è ancora chiaro se The New Mutants, previsto per agosto nelle sale americane dopo oltre due anni di ritardi, sarà ancora parte di quell’universo o retroattivamente integrato nel Marvel Cinematic Universe, dato che la Casa delle Idee ha nuovamente il controllo dei personaggi. Reynolds, dal canto suo, ha affermato di essere già al lavoro su un terzo film di Deadpool con il team dei Marvel Studios, e in teoria sarà l’unico attore della squadra vecchia a tornare nel MCU.

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Chernobyl, la paura in Italia: le reazioni e i provvedimenti dopo il disastro

Chernobyl, la paura in Italia: le reazioni e i provvedimenti dopo il disastro

Il disastro di Chernobyl interessò tutta l’Europa, la nube tossica lentamente superò la cortina di ferro per arrivare sui cieli dell’Europa Occidentale.

Chernobyl 3

Chernobyl: una scena della serie

Chi sta seguendo la serie Chernobyl si sarà chiesto sicuramente quali furono le conseguenze e le reazioni al disastro in Italia. La nube tossica proveniente dal reattore numero 4 della centrale nucleare situato nell’attuale Ucraina, attraversò tutta l’Europa ed arrivò sul nostro paese tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 2016.

L’incidente nucleare di Chernobyl avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 01:23, momento in cui parte la pluripremiata serie della HBO attualmente in onda su La7. In Italia inizialmente le autorità minimizzarono l’impatto dell’incidente sul nostro Paese, dove da qualche anno era in atto un dibattito sull’uso del nucleare. Furono le associazioni ambientaliste a denunciare che la nube era arrivata nel nord Italia già quattro giorni dopo l’incidente, tra il 30 aprile e il primo maggio. Le analisi dimostrarono che l’indice di radioattività era in aumento nel nostro paese, soprattutto nell’Italia settentrionale.

Chernobyl Quotidiano

Chernobyl, il disastro sui quotidiani italiani

La Lega per l’Ambiente e la rivista La Nuova Ecologia convocarono una conferenza stampa dove resero noti i dati che documentavano la presenza di radionuclidi a livelli molto superiori alla norma su molte zone del nostro paese.
La diffusione di questi dati aumentò la preoccupazione della popolazione, nei giorni successivi le autorità vietarono il consumo degli alimenti a rischio, come latte e insalata (e in generale verdure a foglia larga) oltre a dare alcuni consigli come quello di tagliare e seppellire l’erba potenzialmente contaminata.

Chernobyl 10

Chernobyl: Stellan Skarsgård, Mark Bagnall, Jared Harris, Ralph Ineson in una scena della serie

L’Italia ecologista ed antinucleare si mobilitò con un’imponente manifestazione, il 10 maggio per le strade di Roma sfilarono più di 200.000 persone. L’incidente di Chernobyl fece aumentare l’impegno contro il nucleare in tutti il mondo: nel nostro paese la coscienza ambientalista non è mai stata così forte come in quel periodo, lo dimostrano i numeri di Legambiente e del WWF, che in quei giorni raddoppiarono i soci, mentre alle elezioni politiche del 1987 i Verdi ottennero quasi un milione di voti. Iniziò una raccolta di firme per un referendum per l’abolizione del nucleare e i promotori in poco tempo raccolsero oltre un milione di firme. I referendum abrogativi in Italia del 1987 – promossi dal Partito Radicale – si tennero l’8 e il 9 novembre, in quell’occasione l’80% dei votanti si espresse a favore dell’abbandono della politica nucleare in Italia.

Ancora oggi si possono trovare nell’ambiente e nei sedimenti dei fiumi alcune tracce, innocue per la salute e per l’ambiente, degli elementi radioattivi depositati dalla nube. Nel 2014, nell’organismo di alcuni cinghiali abbattuti nei boschi tra l’Italia e la Slovenia, si rivelò una concentrazione elevatissima di materiale radioattivo, attribuita al disastro di Chernobyl.

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The Boys 3: Jeffrey Dean Morgan reciterà nella serie Amazon?

The Boys 3: Jeffrey Dean Morgan reciterà nella serie Amazon?

Jeffrey Dean Morgan potrebbe recitare in The Boys 3, dopo aver chiesto allo showrunner Eric Kripke di avere un ruolo nella serie di Amazon.

The Boys 3 potrebbe avere nel proprio cast Jeffrey Dean Morgan e a rivelarlo è stato il creatore e showrunner Eric Kripke che ha risposto a un tweet dell’attore con cui si era proposto per un’eventuale apparizione.
L’attore ha già collaborato in passato con il produttore in occasione di Supernatural, show in cui ha avuto il ruolo del padre dei fratelli Winchester.

Eric Kripke, intervistato da Collider, ha ora svelato di aver parlato con Jeffrey Dean Morgan della possibilità che reciti nella terza stagione di The Boys: “Dobbiamo coordinarci perché recita in The Walking Dead, quindi ha un’altra casa“.
Lo showrunner della serie Amazon ha però sottolineato: “Abbiamo già parlato di un ruolo e potrebbe esserci la possibilità di parlarne di un altro. Ma stiamo mandandoci dei messaggi per cercare di capire come poterlo far partecipare allo show. Non penso che si tratti di un accordo già raggiunto, ma c’è la volontà e stiamo entrambi parlandone“.

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The Walking Dead ‘Look at the Flowers’: una foto di Jeffrey Dean Morgan

The Boys tornerà sugli schermi di Amazon Prime Video dal 4 settembre ed è una serie televisiva ideata da Eric Kripke, basata sull’omonimo fumetto creato da Garth Ennis e Darick Robertson. Alla base c’è l’idea che non tutti i supereroi usino i loro poteri con criterio e per fare del bene, ma che alcuni lo utilizzino per fini poco nobili se non illegali. Ma a tenerli a bada ci pensa un gruppo speciale: i The Boys appunto, ma le cose non sono semplici come è facilmente intuibile.

Il cast è composto da Karl Urban nei panni di Billy Butcher, leader dei Boys che ha una missione personale da compiere. Con lui Jack Quaid è “Wee” Hughie, Karen Fukuhara è The Female, Laz Alonso interpreta Mother’s Milk e Tomer Capon è Frenchie.

La serie, coprodotta con Sony Pictures Television Studios, è stata scritta e creata dallo showrunner Eric Kripke e tra i produttori figurano gli autori di Preacher Evan Goldberg e Seth Rogen.

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Batman: Ben Affleck in tendenza su Twitter, i fan DC chiedono il suo ritorno

Batman: Ben Affleck in tendenza su Twitter, i fan DC chiedono il suo ritorno

Batman, i fan non ci stanno e chiedono di vedere il film con Ben Affleck su HBO Max; #Batfleck è tendenza su Twitter.

Ci risiamo. Batman e Ben Affleck (#Batfleck) sono di nuovo tendenza su Twitter. Il motivo? I fan DC vogliono vedere il film sul personaggio interpretato da Affleck su HBO Max.

Dopo il successo della campagna #ReleaseTheSnyderCut, i fan DC le stanno tentando un po’ tutte. Se infatti subito dopo la notizia dell’arrivo del film di Snyder sulla piattaforma di streaming WarnerMedia, HBO Max, è partito l’hashtag #ReleaseTheAyerCut relativo alla versione originale di David Ayer di Suicide Squad, ora a diventare trend topic è il film di Batman mai realizzato con protagonista Ben Affleck (convertito invece in quello che sarà The Batman con Robert Pattinson).

Questi sono solo alcuni dei tweet raccolti dal sito Comicbook.

Ben Affleck non ha mai fatto segreto delle ragioni per cui ha lasciato il franchise, e nonostante si sia detto felice del fatto che la visione di Zack Snyder possa finalmente vedere la luce, ci sono davvero pochissime possibilità che l’attore possa indossare nuovamente maschera e mantello dell’Uomo Pipistrello in futuro.
Voi che ne pensate? Vorreste vedere il film con #Batfleck (e il Deathstroke di Joe Manganiello)?

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