Alla luce delle recenti controversie che hanno colpito Activision Blizzard, ovvero la denuncia per molestie e discriminazione avanzata dallo Stato della California, alcune testate online hanno deciso di prendere una posizione parecchio netta sulla vicenda.

Tre diversi siti di gaming hanno infatti annunciato pubblicamente lo stop del coverage sui titoli presenti e futuri della compagnia: in altre parole, non verranno pubblicate più news, anteprime, recensioni o altro materiale legato ad Activision Blizzard, almeno finché la questione non sarà chiarita.

La prima testata ad annunciare questa scelta è stata The Gamer, con il suo editor-in-chief, Kirk McKeand, a rivelarlo su Twitter:

Smetteremo di coprire i giochi Activision e Blizzard finché non vedremo dei seri cambiamenti e solo quando tutta questa assurda vicenda sarà finita. Copriremo le notizie riguardanti questa storia, ma non più i giochi.“.

A seguire, anche GameXplain ha optato per lo stop al coverage:

Alla luce delle orrende accuse di molestie sessuali avanzate contro Activision Blizzard, abbiamo deciso di sospendere tutti i reportage sui giochi Activision Blizzard per il resto dell’anno e, forse, a tempo indeterminato, finché la cultura del lavoro non riceverà dei grossi miglioramenti.“.

Infine, ad annunciare il “silenzio stampa” è stata Prima Games, con una notevole aggiunta: oltre ad Activision Blizzard, la testata smetterà di parlare anche dei giochi Ubisoft, per gli stessi identici motivi.

Alla luce delle recenti denunce di molestie sessuali e di discriminazione presso Activision, Blizzard e Ubisoft, Prima Games interromperà il coverage di tutti i contenuti Activision, Blizzard e Ubisoft fino a prossima comunicazione.“.

La situazione in casa Activision-Blizzard è sicuramente problematica e le accuse lanciate dalla denuncia sono parecchio gravi.

Non sappiamo se lo stop del coverage sui prossimi titoli della compagnia sarà adottato anche da altre testate, ma se nei prossimi mesi vedrete meno notizie su Call of Duty, Overwatch, Diablo e simili, saprete benissimo il perché.

Fonte: GamesIndustry

[…]

[…]Leggi di più su www.eurogamer.it

Rispondi