Dall’artista di Prison Architect, ecco Academia: School Simulator, un nuovo gestionale approdato da tempo su Steam in Early Access e finalmente rilasciato nella sua forma definitiva (pur non mancando occasione per patch ed ulteriori evoluzioni, almeno a detta degli sviluppatori).

Per chiunque conosca già il summenzionato Prison Architect, questo Academia: School Simulator potrebbe sembrare quasi uno spin-off del celebre “parente”. In realtà il vero elemento di comunione è Ryan Sumo, l’artista che ha contribuito ad entrambi i titoli, donando loro questo aspetto leggero e quasi cartoonesco, ma a ben vedere le due produzioni sono nettamente differenti. Academia è infatti sviluppato da una software house filippina, la Squeaky Wheels, che nulla ha a che fare con il lavoro di Introversion Software.

Academia: School Simulator

La scuola come una “prigione”

Certo, lo dico subito per evitare fraintendimenti: il risultato finale si avvicina in maniera quasi pericolosa alla clonazione. Questo School Simulator è, di fatto, un Prison Architect scolastico,  meno denso di contenuti e di profondità, ma comunque godibile. Non parlo solo dell’aspetto grafico, che in realtà trova la sua giustificazione nel lavoro di Sumo, quanto dell’aspetto prettamente di gioco. In Academia School Simulator viene richiesto al giocatore di costruire, pezzo per pezzo, con un approccio esponenziale, un istituto scolastico. L’obiettivo è quello da un lato di saper gestire le esigenze “fisiche” di una scuola, dagli ambienti sanitari fino alle classi ed alle mense, dall’altro quello di gestire il lavoro di insegnanti, Preside, inservienti e, ovviamente, alunni. Un buon lavoro di gestione si manifesta in una buona educazione per gli alunni, in un ambiente sano e felice ed in una posizione di rilievo all’interno delle classifiche dei diversi istituti rivali. Il tutto condito, come da prassi, da un maggior numero di introiti. Va da sé che una mala gestio comporti esattamente tutto l’opposto.

Academia: School Simulator

Il gameplay di Academia si snoda quindi in tutta una serie di compiti, primi tra tutti quelli meramente costruttivi. L’istituto avrà bisogno di strutture via via più complesse e adatte a sostenere le richieste di studenti e lavoratori, sempre cercando di rimanere all’interno delle proprie possibilità di budget. Il sistema di features è strettamente collegato al settore di ricerca, abbastanza profondo, capace di aprire possibilità eterogenee, che vanno dal semplice fattore estetico, fino allo sblocco di attività extra scolastiche o di micromanagement degli insegnanti.

In maniera non dissimile da altri gestionali, alla cura dei bilanci e delle proposte didattiche si affianca il controllo capillare degli studenti, vere e proprie mine vaganti all’interno del nostro sistema scolastico. Seguendo le orme del già citato Prison Architect, i nostri scolari – sia per indole personale, che per colpa di insegnanti poco gradevoli – potrebbero essere forieri di atti di bullismo, lassismo, arrivando addirittura alla micro criminalità. Controllare queste criticità non è solo un modo per evitare di dover ristrutturare ogni cinque minuti le classi o le aule mensa, ma anche un vero e proprio requisito per schivare il game over, che interviene nel caso di un numero troppo elevato di episodi illegali o di alunni ammalati.

Poco coraggioso, ma funzionale

Purtroppo però, rispetto ai concorrenti, Academia non riesce molto bene nello sviluppare un sistema che vada oltre il semplice incastro dei valori e dei mille numeretti collegati alle diverse istanze della popolazione scolastica. Il gioco insomma, risulta molto più impersonale di quanto dovrebbe essere, portando il fruitore ad adottare misure spesso drastiche e draconiane, poiché vantaggiose per il corretto andamento dell’istituto. Ancora, nonostante le tematiche evidentemente sensibili (il bullismo tra tutte), questo School Simulator fallisce nel riuscire a sensibilizzare l’utente, tanto che si potrebbe ben sostituire la parola “studenti” con quella “patate” e l’approccio alla gestione delle criticità cambierebbe davvero di poco. Un peccato, soprattutto vista la grande capacità di altri titoli di portare il videogiocatore ad una riflessione ulteriore all’obiettivo di gioco, soventemente prosaico, raggiungendo una bellissima sinergia tra gioco e “racconto”.

Academia: School Simulator

Manca inoltre una certa profondità, soprattutto per quel che concerne l’end-game. Il titolo è piuttosto generoso, sia nel budget, sia nella possibilità di sbagliare, evidenziando una certa qual facilità nel poter gestire i diversi imprevisti proposti dal sistema. Per ovviare a questo problema è possibile giocare scenari differenti, con obiettivi più stringenti e situazioni che obblighino a soluzioni più fantasiose ed elaborate. Niente di trascendentale, ma indubbiamente più soddisfacente di una run standard, che è sì divertente, ma anche a rischio monotonia dopo qualche decina di ore.

Nel complesso, visto anche l’approccio grafico gradevolissimo e un HUB tanto densa quanto user friendly, Academia School Simulator è un gestionale ampiamente sufficiente. Certo, non può porsi come competitor diretto né del suo “fratello maggiore”, ma nemmeno di titoli analoghi anche se non perfettamente sovrapponibili come RimWorld. Allo stesso modo, però, la sua apertura alle mod, la vastità degli scenari standard ed il suo mood sbarazzino potranno intrigare tutti gli appassionati.

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