In questi giorni qui a Milano sembra un po’ di vivere nel prequel di The Walking Dead. Scuole chiuse, coprifuoco alle sei, cinema, teatri chiusi, settimana della moda saltata, supermercati presi d’assalto e letteralmente svuotati.

Il pericolo del Coronavirus è serio e non va sottovalutato, ma forse il clima da apocalisse imminente è leggermente eccessivo. L’80% delle persone che contraggono il CorVid19 soffrono solo di una lieve forma influenzale. Un po’ di febbre, un po’ di tosse; dopo qualche giorno guariscono. Solo il 15% presenta complicanze che, in qualche caso, soprattutto a fronte di preesistenti problemi, portano anche alla morte. Non cerchiamo di sminuire un problema che chiaramente è grave, soprattutto per la grande contagiosità del virus, ed è evidente che se il 2,5% in termini assoluti sembra un numero piccolo, quando è applicato su centinaia di migliaia di contagiati, come avviene in Cina, alza il numero delle vittime in modo spaventoso. Ma siamo a numeri molto lontani dalle grandi epidemie della storia, come la Spagnola, che esattamente un secolo fa uccise cento milioni di persone, con una mortalità del 20% dei contagiati.

La fantascienza e il fantastico hanno spesso utilizzato grandi epidemie, spesso più come giustificazione per descrivere un mondo post apocalittico che per raccontare realmente l’epidemia. Vi proponiamo alcuni esempi famosi, sperando che queste storie portate all’eccesso aiutino a capire che la situazione non è così neanche lontanamente drammatica come quella raccontata.


La maschera della morte rossa”
Vincent Price nel film di Roger Corman La maschera della morte rossa

Non si poteva non partire da questo grande classico. La pestilenza immaginata dal famoso racconto di Edgar Allan Poe del 1842 colpisce un paese immaginario dove il Principe Prospero si barrica dentro al castello per evitare il contagio, abbandonandosi a feste e divertimenti. Ne sono stati tratti anche diversi film, tra i quali uno di Roger Corman (1964) e uno ancora nel 1989.





È rossa anche la pestilenza immaginata da Jack London, in un romanzo breve del 1912. Il morbo rosso ha eliminato gran parte della popolazione umana del pianeta e, nel 2073, sessant’anni dopo, un vecchio racconta ai pochi sopravvissuti, tornati all’età della pietra, come è accaduta la catastrofe.





Il capolavoro del grande Richard Matheson del 1954 racconta di un virus che ha trasformato gran parte degli esseri umani in vampiri, ma si tratta della prima descrizione di quelli che nella letteratura, cinema e tv che ne verranno colonizzati in seguito vengono chiamati zombie. Dal libro sono stati tratti diversi film, l’ultimo dei quali è quello del 2007 con Will Smith, ma naturalmente tutta la filmografia zombie, fino The Walkind Dead e simili, ha debiti verso questo romanzo. In questa lista non citeremo nessuno di essi (sarebbero troppi).


The Andromeda Strain”
Il cast della serie The Andromeda Strain

Nel romanzo The Andromeda Strain di Michael Crichton, del 1968, dal quale sono stati tratti un film e una serie tv, il virus è di origine aliena. Portato sulla Terra da un satellite precipitato in Arizona stermina un intero paese, che viene messo in isolamento.





Survivors è una serie del 1975 creata da Terry Nation, famoso anche per aver inventato i Dalek di Doctor Who. Tre stagioni, 38 episodi, è una storia postapocalittica che racconta le avventure di sparuti gruppi di sopravvissuti in un’Inghilterra resa deserta dal virus. Il virus è fuggito da un laboratorio cinese, ma la sua mortalità è un po’ più alta del CorVid19: si aggira intorno al 99%.

Nel 2008 la BBC ne ha prodotto un remake.





È uno dei romanzi più famosi di Stephen King, del 1978. The Stand racconta di un virus con mortalità prossima al cento per cento che stermina la popolazione dell’America settentrionale. Gran parte del libro racconta il “dopo”, il tentativo di ricostruire una civiltà dopo la catastrofe.





Frank Herbert nel suo romanzo del 1982 è il primo in questa rassegna a immaginare un virus costruito in laboratorio, come vendetta dopo un attentato che uccide la sua famiglia. Il virus uccide solo le donne, e anche se la pandemia viene sconfitta quello che resta della specie umana vedrà una situazione in cui le poche donne rimaste saranno letteralmente la cosa più preziosa del mondo. 





Il film 12 Monkeys, vagamente ispirato al corto La Jetée, è stato diretto da Terry Gilliam nel 1995 e ha ispirato una popolare serie televisiva omonima, prodotta in quattro stagioni dal 2015 al 2018. La civiltà umana è stata sterminata da un’epidemia, un virus di origine artificiale. Dal futuro, i pochi sopravvissuti mandano indietro nel tempo alcuni agenti per cercare di individuare l’inizio della catastrofe e annullarla.





Tra le produzioni meno riuscite di J. Michael Straczynski, creatore di Babylon 5, c’è questa serie del 2002 ambientata in un modo postapocalittico in cui un virus ha…

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