Varsavia, da un certo punto di vista, potrebbe sembrare una terra inospitale: fredda, riservata, un po’ lontana dal modello di capitale europea che tutti conosciamo. Eppure da queste parti si mangia bene (vi consiglio i pieroghi, piatto tipico imperdibile), le persone sono molto gentili e disponibili ma, soprattutto, se amate i videogiochi potete trovare un paio di studi niente male. CD Projekt RED, autori di The Witcher e del prossimo Cyberpunk, e i ragazzi di People Can Fly, i protagonisti di questa nostra anteprima.

Famosi per aver lavorato a titoli del calibro di Bulletstorm e Gears of War: Judgment, nel 2006 entrano a far parte della famiglia Epic Games, per poi tornare indipendenti in modo tale da poter avere autonomia nel processo creativo e realizzare, quindi, il prodotto dei loro sogni. Outriders, pubblicato da Square Enix e in uscita nell’ultimo trimestre del 2020, è la concretizzazione di questa idea. Uno shooter frenetico, divertente, che propone un’amalgama non troppo originale ma sicuramente d’impatto; un titolo votato alle prossima generazione di console (uscirà anche su PC), ma che sarà disponibile anche per le macchine attualmente disponibili (PS4 e Xbox One).

Insomma, una produzione che dopo esser sparita dai radar in seguito l’annuncio ad E3 2019 si mette, sorprendentemente, a disposizione della stampa: un hands-on corposo, di quasi cinque ore, utile a mettere in evidenza le chiare intenzioni del progetto. Outriders è insomma uno sparatutto cooperativo a tre giocatori in terza persona, caratterizzato da un impianto narrativo ambizioso e da una componente GDR fondamentale per come è integrata all’interno del design del gioco. Un amalgama, dicevamo, che attinge da un paio di suoi “simili”, tentando di trovare però un’unicità che la contraddistingua: da quel che ho potuto provare e vedere, l’esperimento ha ragion d’essere ma, cosa più importante, gode di un potenziale da non sottovalutare.

Ci sono un bel po’ di cose di cui parlare, d’altronde il tempo trascorso con il gioco è stato molto e le informazioni, di conseguenza, sono altrettante. Fatemi partire quindi dal principio: la storia, l’universo di gioco e tutto ciò che muove le azioni del giocatore. Buona lettura!

Nuovo mondo, nuova minaccia

Come spesso accade per molti giochi fantascientifici, anche Outriders racconta dell’uomo in cerca di una nuova casa, un pianeta che possa ospitare l’umanità e permettergli di continuare a prosperare, evolvere, migliorarsi. In questa situazione si colloca quindi la spedizione dei nostri protagonisti: in parte militari, in parte medici e in parte scienziati, arriveranno su un nuovo ecosistema apparentemente ospitale, che ricorda vagamente il Pianeta Terra.

Il prologo quindi ci permette di vivere proprio questa prima fase, l’arrivo sul pianeta e gli avvenimenti immediatamente successivi. L’incipit, prolisso e poco interattivo, mette in chiaro subito che la parte narrativa del titolo Square Enix vuole essere importante nell’economia del gioco: un veicolo in grado di trasportare i giocatori all’interno di questa nuova storia, calcando la mano sulla caratterizzazione dei personaggi e di tutto ciò che li circonda. Nonostante le buone intenzioni, questa prima parte non mi è sembrata particolarmente riuscita, soprattutto per alcune lungaggini difficili da digerire e poco incisive; quando ci si aspetterebbe azione, Outriders temporeggia per mettere tutti gli elementi sul tavolo e rendere il giocatore partecipe del contesto, anche se come dicevo non ci riesce a pieno.

Discorso diverso invece per tutto ciò che accade dopo: quando l’Anomalia – fenomeno naturale sconosciuto – entra in campo cambiando, di fatto, le regole del gioco, ecco che si viene lanciati nel vivo. Un paio di colpi di scena aumentano di molto il livello d’attenzione e in ben che non si dica ci ritroviamo nel vero gioco. Passano diversi anni dal prologo, il protagonista sopravvive al cataclisma grazie a una cellula criogenica e si risveglia in un panorama completamente diverso.

L’uomo si è insediato sul pianeta ma il clima è ostile, un gruppo di violenti comanda la zona e usa la forza come strumento di dominio. Non è molto chiaro quale sia stato il progresso tecnologico, ma l’estetica adattata da Square Enix richiama Mad Max, in salsa hi-tech. Armature di fortuna si uniscono ad armi letali, veicoli dalle elevate prestazioni fanno da sfondo a uno scenario urbano decadente ma futuristico. Nel giro di qualche minuto, ecco che il nostro personaggio scopre di avere poteri sovrannaturali, che userà per lottare e cercare di trovare la soluzione agli apparenti misteri del gioco: cosa è successo? Cos’è l’Anomalia? Cosa sono e da dove arrivano questi poteri?

Outriders dunque ci mette quasi un’ora a decollare, ma una volta che si inizia a sparare e fare a fette…

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