Sniper Ghost Warrior Contracts ha un grande merito: mi ha fatto rivalutare le routine quotidiane. Grazie a questo spin-off della proprio non brillantissima serie di FPS tattici targati CI Games – i tre titoli principali vagano dall’anonimo al dimenticabile – ho capito quanto anche il minimo dettaglio sia importante all’interno di un quadro più ampio e quanto ripetere in modo mnemonico le stesse operazioni sia la via più sicura verso un buon risultato. Il problema è che, almeno in teoria, dovrebbe esserci qualcosa di più nella vita di un freddo cecchino, spunti che faticano ad emergere in questo shooter a partire dalla stessa trama.

Sniper Ghost Warrior Contracts – Recensione

Da qualche parte in Siberia

Va bene, è un progetto minore e nei passati capitoli il team di sviluppo non ha mostrato una grande dimestichezza con la penna in mano, ma Sniper Ghost Warrior Contracts sembra non voglia nemmeno provarci e immerge il giocatore in uno scenario di fantapolitica uscito dalle prime bozze di un aspirante Tom Clancy. Le vicende prendono piede in una Siberia distaccatasi dalla madre patria russa, in un fittizio stato governato con il pugno di ferro da Nergui Kurchatov. In questo contesto che sa molto di dejà-vù si vestono i panni del Predatore, un silenzioso assassino senza volto e senza nome. Ingaggiati di punto in bianco ci si trova alle prese con i soliti complotti internazionali, tradimenti, retorica militare, armi chimiche, una lista di nemici da far fuori e segreti da recuperare, obiettivi sparsi all’interno di macro-aree sandbox da affrontare in modo libero. Insomma, se cercate qualcosa di più oltre a premere il grilletto per vedere le cervella schizzare fuori dalle tempie avete sbagliato posto e già dopo le prime missioni le scene di intermezzo – che per fortuna non coincidono con gli infiniti caricamenti del terzo capitolo, almeno su PC – diventano solo delle pause in cui tirare il fiato e la voce fuori campo sparisce sul sottofondo dell’ennesima uccisione.

Sniper Ghost Warrior Contracts – Recensione

Quello che funziona…

Sniper Ghost Warrior Contracts ha una struttura che ricorda quanto proposto nei recenti Hitman o in Wolfenstein: Youngblood. Al posto di uno sviluppo lineare vengono infatti proposti al giocatore degli scenari aperti con più obiettivi da portare a termine senza un ordine prestabilito. Oltre ai contratti principali – una lista di “nomi illustri” della nazione appena nata e tutti ovviamente cattivissimi come da tradizione – ci sono numerose attività di contorno, taglie da riscuotere, collezionabili da scovare e sfide da portare a termine, tutti riempitivi che aumentano i contenuti in singleplayer e che servono a tamponare la mancanza – almeno al lancio – della modalità online.

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