Star Wars Jedi: Fallen Order non ha avuto la più semplice delle gestazioni. Dopo il disastro relativo alle microtransazioni di Battlefront 2 e la deludente cancellazione del progetto di Visceral, il peso delle aspettative per un buon gioco single-player basato su Star Wars è ricaduto sulle spalle di Respawn Entertainment (come se produrre un titolo su uno dei più grandi franchise del mondo non mettesse già abbastanza pressione).

Il nuovo progetto di Respawn, comunque, non è iniziato col piede giusto. Il primo trailer rilasciato nel corso dell’EA Play all’E3, infatti, mostrava un gioco alquanto lineare con un sistema di combattimento fin troppo semplice e derivativo. Ben presto, però, le cose hanno iniziato a prendere la giusta piega: i giornalisti hanno potuto provare il titolo e constatare le forti influenze dei Metroidvania e dei giochi di From Software che contribuiscono a stratificarne notevolmente il gameplay. Recentemente, inoltre, è stato rilasciato un nuovo ed esteso video che esemplifica le meccaniche di gioco e che è stato accolto positivamente da pubblico e critica. Dopo aver speso qualche ora in compagnia di Jedi Fallen Order, possiamo confermarvi che si tratta di un gioco dall’interessante potenziale. Molti dei problemi emersi dalla demo dell’E3 sono stati risolti e si inizia a respirare l’inconfondibile atmosfera dei prodotti targati Star Wars.

La storia del gioco, invece, viene ancora tenuta sotto assoluto riserbo ed un alone di mistero circonda l’intera produzione: molte delle domande legate all’impianto narrativo rimangono ancora senza risposta. A qualche settimana dal lancio del gioco, ci siamo seduti in compagnia di Stig Asmussen, il director di Star Wars Jedi: Fallen Order e abbiamo parlato delle fasi finali dello sviluppo del gioco, della filosofia che circonda la sceneggiatura del gioco e di cosa significa lavorare su un gioco canonico appartenente alla saga ideata da George Lucas.

Sorgente: Il director di Star Wars Jedi: Fallen Order parla di rischi, di crunch e di Cal – intervista

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