l semplice ritrovarsi a poter discutere di quale possa essere il “messaggio” di un videogioco, indica che con tutta probabilità ci si trova di fronte a qualcosa che esula dalla norma. Poterlo fare direttamente con l’autore del gioco in oggetto è un privilegio. Se poi, infine, quell’autore risponde al nome di Hideo Kojima, allora e con tutta probabilità sta succedendo qualcosa di speciale.

Grazie alla collaborazione con TGCom24 possiamo proporvi il resoconto dell’incontro di Gian Luca Rocco con Hideo Kojima, proprio nei giorni che hanno preceduto il lancio di Death Stranding (8 novembre, PS4), in occasione del tour promozionale che lo ha portato a viaggiare per il mondo, toccando anche New York.

Il viaggio quindi. Non poteva francamente esistere un tema più adatto a rappresentare l’esperienza che Kojima e la sua Kojima Productions hanno messo a disposizione dei giocatori. “[Death Stranding] è un gioco che riguarda il connettere i punti, da A a B. Dove sono questi punti da connettere, non si può cambiare, fa parte del flusso della storia. Ma tra un punto e l’altro, ci sono infinite possibilità”, spiega Kojima. “Credo che questo sia il concetto di open world. Sta a te decidere se evitare i cattivi, se attraversare e in che punto un fiume, come arrivi dal punto A al punto B lo rende completamente un gioco open world, sei completamente libero ma non puoi cambiare quello che accadrà a livello narrativo”.

Come dosare entrambe le dinamiche di gioco è evidentemente stato uno degli elementi cardine della costruzione e dello sviluppo del gioco, in particolar modo quando nel tuo passato hai alcuni degli esperimenti più suggestivi e complessi in questo senso. “Ho cercato di creare un equilibrio tra una sceneggiatura forte, una storia avvincente e la libertà di poter andare avanti nel modo in cui uno preferisce“, approfondisce ancora Hideo Kojima, “ti faccio un esempio: hai deciso di andare da Londra a Parigi e poi a Milano. Questo è quello che hai deciso che accadrà, ma come andrai da una città all’altra, lo deciderai tu: puoi prendere la macchina, l’aereo, camminare, è una tua scelta. La meta è sempre la stessa, cambia il viaggio”.

 

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