Felix The Reaper è un puzzle game: c’è una scacchiera con ostacoli e set piece che proiettano un’ombra sulle caselle a seconda dell’orientamento del sole. Le caselle oscurate sono quelle su cui il nostro protagonista può muoversi; quelle al sole gli sono proibite. Il nostro compito è quello di “giocare” con il posizionamento intelligente degli oggetti disseminati per il livello e ruotare di 90° la direzione della fonte luminosa così da raggiungere l’obiettivo. Se questa è l’ossatura dell’ultima fatica di Kong Orange, la muscolatura che l’avvolge è quanto di più ironico e raffinato possiate immaginare.

Felix The Reaper è stato pubblicato da Daedalic Entertainment con il supporto del The Danish Film Institute e del The West Danish Film Fund; è il frutto di un lavoro incredibile tra infinte sessioni di motion capture di ballerini professionisti, migliaia di caratteri di storytelling, dozzine di artwork, e centinaia di dettagli cosmetici che fanno del gioco una meraviglia audiovisiva in cui la punta di diamante è rappresentata dalla colonna sonora di pezzi indie uno più bello dell’altro. Il background narrativo è quello dell’amore impossibile tra Felix, il mietitore (insomma: la Morte) e la fanciulla (vivissima) Betty. Felix vuole coronare il suo sogno d’amore ma il nuovo lavoro lo tiene troppo occupato.

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