Il nuovo Modern Warfare è un episodio essenziale per la saga shooter di Activision. Si tratta, senza mezzi termini, di un capitolo che segna il riscatto per Infinity Ward, e più in generale per Call of Duty; un brand che negli anni ha continuato a sfornare prodotti solidi e consistenti, ma che aveva evidentemente perso lo smalto delle origini. E allora ecco che il publisher decide di fare tabula rasa e ripartire, proprio da quel capitolo seminale che dodici anni fa ha cambiato per sempre la storia degli sparatutto in prima persona. O meglio, Activision riparte dalla sua filosofia portante: questo Modern Warfare, infatti, non è un remake ma una totale reinterpretazione, un prodotto che recupera i valori del capolavoro uscito nel 2007 e li usa come fondamenta per dare compattezza e profondità all’offerta di gioco. Ecco quindi che, smarcati i setting futuristici e quelli storici, si torna (come la titolazione lascia intendere) ad una guerra moderna, attuale, fatta di decisioni dolorose e inquadrata sempre in scala di grigi.

Attraverso una campagna potente e intensa Modern Warfare racconta un conflitto strisciante, combattuto con la strategia del terrore e con le risorse dell’intelligence: lo fa anche per ribadire l’importanza della componente Single Player, sfortunatamente sparita da Black Ops 4 ma in fin dei conti fondamentale per fissare un immaginario di riferimento, e necessaria per incuriosire e appassionare i giocatori. E poi c’è ovviamente il multiplayer, che non sconfessa i ritmi frenetici tipici della saga di Activision ma torna a focalizzarsi in maniera convincente su quello che più serve ad uno shooter competitivo: level design, varietà dell’offerta di gioco, leggibilità dell’azione. Aggiungendo all’offerta classica nuove modalità in un certo senso sperimentali (che addirittura fanno una inaspettata incursione nei territori di Battlefield), Call of Duty: Modern Warfare assembla una mole di contenuti davvero imponente, ulteriormente estesa dal ritorno delle Spec-Ops (su cui tuttavia, lo anticipiamo, c’è ancora da lavorare).

Senza mezzi termini, insomma, possiamo considerare Modern Warfare un nuovo inizio per il brand, il miglior capitolo dell’ultimo lustro, e un grande preambolo per il futuro di COD. Se è vero che gli sparatutto in prima persona hanno smesso di essere un genere trainante per il mercato, almeno dal punto di vista creativo, resta altrettanto evidente che Call of Duty sia tornato saldamente in vetta della categoria.

Le conquiste del level design

Nonostante l’importanza rivestita dalla campagna e l’impegno posto da Infinity Ward nella costruzione della modalità in singolo, di cui vi parliamo in un articolo appositamente dedicato, il pilastro portante di ogni Call of Duty che si rispetti è rappresentato, ovviamente, dal multiplayer. Da questa consapevolezza non si può evidentemente sfuggire: per quanto esaltanti e ben congegnate possano essere, le sei ore della campagna principale non possono da sole reggere il peso dell’intera produzione. Eliminarle come ha fatto Black Ops 4, lo ripetiamo ancora una volta, non ci è mai sembrata una strategia convincente, ma è chiaro che il lavoro di Infinity Ward va inquadrato nell’ottica degli sparatutto online.

Se pensate di confrontarlo con i titoli dedicati esplicitamente al single player (e dentro ci mettiamo pure gli FPS alla DOOM) avete chiaramente sbagliato prospettiva. Da che mondo e mondo, la serie si gioca in rete, e l’impegno profuso dal team di sviluppo va principalmente in quella direzione. Fra l’altro, stavolta Infinity Ward si è letteralmente superata in quanto a varietà, map design e pluralità degli approcci di gioco. Bastano pochi match per rendersi conto che il titolo ha un ritmo più stimolante. Le uccisioni sono sempre molto rapide, fulminee nel caso in cui si intercetti un nemico con una raffica precisa, ma a cambiare radicalmente è tutta la fase di ingaggio e di navigazione nelle mappe. Senza strani wallrun, scivolate estese e sprint surreali, gli spostamenti tornano ad essere meno accelerati. Anche la sostituzione del classico sistema “leaning” con la possibilità di appoggiare l’arma agli angoli delle coperture o allo stipite delle porte contribuisce a moderare leggermente il ritmo di gioco. Del resto appostarsi dietro un riparo e avere l’occasione di sparare qualche colpo preciso verso le zone presidiate dal nemico rappresenta un vantaggio interessante, suggerendo quindi un approccio più tattico.

Sorgente: Call of Duty Modern Warfare: recensione dell’FPS online Activision

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