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MediEvil, tre motivi per preferire il remake

La nostra recensione è lì a dimostrarlo: MediEvil è un magistrale tributo e al tempo stesso un videogioco di per sé imperfetto, a tratti addirittura incomprensibile per un pubblico contemporaneo. Classico nell’impostazione generale, sorprendente, all’epoca, per le fasi di backtracking foriere di bonus, potenziamenti e approfondimenti della trama, fu la sua forte impronta postmoderna a renderlo indimenticabile nelle menti e nei cuori dei tanti che per anni chiesero a gran voce il ritorno di Sir Daniel Fortesque.Il citazionismo ironico, le atmosfere lugubri e trash, i dialoghi carichi di comico pathos, creavano un contrasto, simile a quello già collaudato in lungometraggi come Nightmare Before Christmas, che disorientava l’utente, sempre in bilico tra la risata fragorosa e il brivido di raccapriccio.

 

Questo remake, come già anticipato, è perfetto sono moltissimi fronti, ma non in tutti. Ecco perché vogliamo fornirvi tre motivi per cui vale la pena giocarlo e tre per cui, al contrario, è meglio armarsi di una vecchia PlayStation e rituffarsi nell’epopea di Sir Daniel nella sua forma originale.

MediEvil screenshot

 

Meglio il nuovo del vecchio perché…

… perché l’art design rinnova, senza intaccare la visione originale

Nel gioco originale, per venire incontro ai limiti tecnologici della console Sony, la maggior parte di Gallowmere e dei livelli era immersa in un’oscurità impenetrabile, ostacolo visivo che tuttavia non faceva che incrementare la fascinazione per un mondo di gioco così misterioso ed insieme sorprendente. L’alta definizione e la potenza di PlayStation 4 ha naturalmente ampliato la linea d’orizzonte, ma gli artisti di Other Ocean Emeryville hanno ideato qualche riuscitissimo espediente, come la nebbia o la scarsa illuminazione, per limitare comunque l’area visiva.

Inoltre, personaggi e ambientazioni, sebbene ricreati da zero con texture e modelli poligonali nuovi di zecca, sono del tutto simili alle controparti originali, segno che Sony ha voluto proseguire sullo stesso sentiero già tracciato, piuttosto che tentare la via dell’originalità.

Il risultato, in soldoni, è una grafica aggiornata, che non si discosta di una virgola dal concept originario. A questo punto, meglio godersi MediEvil nello splendore dell’alta definizione.

 

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