Nella transmedialità contemporanea dove tutto è interconnesso, Hideo Kojima abbatte l’ennesima barriera tra cinema e videogiochi. Il suo Death Stranding è stato capace di polarizzare l’attenzione sia degli esperti del settore che del grande pubblico grazie a una campagna marketing gigantesca, fatta di grandi annunci e sottili allusioni. Tutti sono stati insomma catturati dal titolo realizzato sotto l’egida di Sony, partendo dal giocatore della domenica fino allo studioso di cultura visuale contemporanea. Il motivo di questo interesse collettivo risiede nel fatto che Kojima ha scelto di avvicinare ulteriormente il mondo cinematografico e quello videoludico, grazie all’utilizzo di volti celebri dello star system hollywoodiano e televisivo, le cui fattezze sono state ricreate a meraviglia in virtù della potenza del motion capture e del Decima Engine. Prima di scoprire il nostro giudizio definitivo su Death Stranding, ripercorriamo insieme chi sono i grandi nomi che incontreremo una volta accesa la console, capaci di comporre un cast davvero da capogiro.

Sam – Norman Reedus

Iniziamo con il protagonista, il primo a essere stato rivelato: Norman Reedus, la star indiscussa di The Walking Dead, in grado di restare nel cuore dei fan stagione dopo stagione, nonostante sia privo di una controparte cartacea nel capolavoro a fumetti di Robert Kirkman. Il personaggio di Daryl Dixon è rimasto piuttosto “connesso” alla figura di Reedus, a tal punto da entrare quasi in simbiosi con l’attore, che ha recitato anche in altre opere cinematografiche, come Blade II o American Gangster di Ridley Scott, pur senza mai spiccare particolarmente.

Con Reedus all’apice della popolarità in The Walking Dead, la mossa di marketing di Kojima si è rivelata perfetta: il rapporto lavorativo tra i due, già cominciato nel mai dimenticato Silent Hills, è proseguito all’interno di Death Stranding, suscitando nei fan – rimasti delusi dalla cancellazione del suddetto gioco horror per mano di Konami – un’ondata di ammirazione e curiosità. Senza contare poi che Norman è stato uno dei maggiori promotori del progetto, sempre pronto a ribadire il suo coinvolgimento in Death Stranding: Kojima, del resto, ha modellato Sam Porter Bridges mantenendo un’assoluta e maniacale fedeltà al suo modello di riferimento.

Cliff – Mads Mikkelsen

E qua si comincia ad alzare l’asticella. Scegliere Mads Mikkelsen è stato infatti un tocco di genio. L’attore danese è un concentrato tagliente di bravura, capace di atterrire con lo sguardo e di caratterizzare con mille sfaccettature anche un personaggio muto tramite la sola mimica facciale (basti pensare al suo One-Eye in Valhalla Rising).

Mikkelsen è interprete di ruoli principalmente “cattivi” – il suo Le Chiffre è tutt’oggi uno dei migliori Bond Villain di sempre – ma è anche in grado di sfociare nel grottesco con totale disinvoltura, come ad esempio nel film Le mele di Adamo, dove si cala nei panni di un personaggio piacevolmente sopra le righe. Come non citare poi la sua performance di Hannibal Lecter nella serie televisiva della NBC. Death Stranding possiede pertanto tra le sue fila un attore di razza, il cui ruolo non è ancora ben chiaro nell’ordito narrativo intessuto da Kojima: quel che è certo è che Mikkelsen si porta in spalla sia l’esperienza del cinema indipendente e da festival, sia di produzioni più mainstream. Un volto, in sostanza, ricchissimo di sfumature.

 

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